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Di cosa parlare a cena stasera

L'intesa tra Italia e Germania dà forza all'Ue

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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L’Europa di Meloni e Merz è la novità più interessante di questo momento. Rispetto ad altre costruzioni ideali dell’europeismo ha il pregio della concretezza e della realizzabilità. I progetti che derivano dall’intesa italotedesca danno forza all’Ue per la difesa, per la sicurezza, per l’industria e per la crescita economica. Italia e Germania sono i due principali paesi manifatturieri e condividono, per cercare altre analogie, governi basati sulla maggioranza parlamentare e non sul peso preponderante delle vittorie alle presidenziali. Solo da questa nuova iniziativa europea può venire la spinta politica necessaria per uscire dalla trappola industriale del green deal, per concordare definitivamente le scelte sul controllo dei confini, per avviare gli investimenti necessari al rafforzamento dell’industria, per contrastare il pericolo militare da est con realismo e con fermezza.

Interessante, come controcanto, che i leghisti al parlamento europeo seguano la linea Vannacci/Putin (aspettatevi nuove iniziative di comunicazione leghista contro la Germania e, magari, qualche tentativo di rispolverare l’odio per i cosiddetti frugali). Intanto, però, i lepeniani/bardelliani votano anche loro sulla linea Vannacci/Putin.

   

Le tre "cose" principali

Fatto #1

La maggioranza, malgrado le gite a Bruxelles del dissenso leghista, resta unita sul sostegno all’Ucraina. E anche l’Ue va avanti (malgrado i voti contrari segnalati).

 

Fatto #2

Il Foglio per primo ha segnalato l’apparente disinteresse del governo per le sorti del referendum, come se il Sì non avesse veri sostenitori politici, ma solo (pur ottimi) difensori tecnici. La scelta può derivare sia dal timore di associare il destino di palazzo Chigi a una possibile sconfitta referendaria, sia, con più finezza, dal desiderio di tenere bassa la tensione politica del voto (pro o contro Meloni) per tutelare le scelte degli elettori referendari rispetto alle loro preferenze politiche. L’opposizione e segnatamente il Pd non intendono consentire l’applicazione di queste tecniche elettorali. Elly Schlein parte convinta sul No con tutta l’energia che viene da una grande partita politica. Forse Meloni e gli altri dovrebbero prenderne atto e giocare con più franchezza la partita per il Sì.

  

Fatto #3

Alcuni comandi Nato passano agli europei.

   

Oggi in pillole