Bonomi alla presidenza di Confindustria e i 275 modi per non contrarre il Covid

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Riaperture gestite a strappi dai presidenti di regione, non è un buon modo di fare. Il governo deve mostrare di avere il controllo della situazione, senza perdersi nel comitatismo. Ma il tempo c'è (non troppo, eh) e non dimentichiamo che la data del 4 maggio è quella ufficialmente indicata nei provvedimenti ufficiali e nazionali. Quindi a volte lo strappo regionale è più apparente, più giocato sul piano della propaganda, che reale. In ogni caso, tenendo a questo punto fermo il 4 maggio, il governo dovrebbe cominciare a dire qualcosa sul "come" riaprire alle attività produttive e commerciali.

 

 

Carlo Bonomi è  il nuovo presidente della Confindustria. Arriva dall'Assolombarda, un passaggio di cariche che non era mai successo, e porta un'esperienza di confronto tosto con la politica e con i sindacati. E' un fiero industrialista ed è subito entrato nella questione del momento respingendo le accuse rivolte agli imprenditori sul disinteresse per la salute dei lavoratori in questo momento di impegno per la ripresa produttiva. "Non è il momento di gioire- ha detto- perché c'è una sfida tremenda da affrontare". Ha ottenuto la designazione, da sancire nell'assemblea del 20 maggio, con un largo margine, 123 voti pesanti contro i 60 della rivale Licia Mattioli. E' un segno di unità del mondo confindustriale, in cui ora non si vuole perdere tempo in divisioni interne. Il modello milanese, il modello Assolombarda, attraversa così uno stress test completo, all'interno la competizione per il consenso in Confindustria e all'esterno la durissima prova dell'emergenza sanitaria concentrata proprio nel territorio dell'associazione. Con subito la necessità, da parte di Bonomi, di prendere la guida dello schieramento che vuole tornare a produrre e che però vuole basare questa richiesta su argomenti razionali, fondati, rispettosi delle necessità sanitarie

 

 

Ripartire: altre idee.

  

 

Un'idea, una grande consorzio fidi (scusate l'espressione arcaica), con garanzie reali regionali (scusate di nuovo), per valorizzare finanziariamente la forza produttiva della Lombardia e aiutare le imprese a stare in piedi.

 

 

Si dice che mancano i lavoratori nei campi, ecco perché la questione non è banale né semplicemente risolvibile come dice qualcuno.

 

Peggiorano i dati romani, finora il Lazio era stata, tra le grandi regioni, una delle meno colpite dal virus. Ma si mostra, ancora di più, come i contagi siano concentrati nelle case di riposo.

 

 

Ancora sulle differenze Italia/Germania.

 

 

La Biobanca in Italia, con tutte le informazioni biologiche per studiare il Covid-19.

 

 

Distinguete, imparate le differenze, tra allergia e sintomi da coronavirus (asma allergico, per chi lo conosce, dà sensazioni diverse dalla riduzione della capacità respiratoria causata da polmonite o dalle infiammazioni portate dall'infezione per coronavirus).

 

Il Giappone aumenta le misure restrittive e le estende a tutto il paese.

 

 

Fondo monetario chiamato in causa per stabilizzare la situazione non solo nel mondo finanziariamente più forte.

 

 

L'importanza di un volto umano.

 

 

E l'importanza di un fenomeno sociale come il grande sport. Non fate gli schizzinosi, anche qui va ripreso il campionato, a porte chiuse e con prudenza, ma va ripreso. La normalità passa anche per i simboli e le passioni collettive. A colpi di pura razionalità (a che serve lo sport? a che serve lo spettacolo? a che serve la bellezza? a che serve tutto?) andiamo a finire male. In Usa il pure non indulgente Anthony Fauci (che non teme neppure Trump) consiglia di tornare in campo.

 

 

275 modi per ridurre le occasioni di contagio.