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Di cosa parlare stasera a cena

La non tregua in Libia e le nomination agli Oscar

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

13 Gennaio 2020 alle 18:09

La non tregua in Libia e  le nomination agli Oscar

Foto LaPresse

Sappiamo benissimo che la drammaticità delle due situazioni non è paragonabile, però come non constatare che, anche da queste parti, gli scossoni politici vengono prima segnalati da piccoli segnali nel potere televisivo pubblico. E allora queste dimissione della anchorwoman iraniana diventano interessanti, anche perché esplicitamente parla di bugie inaccettabili propinate dal suo notiziario su evidente ordine governativo.

 

  

Ora chi prendeva tanto in giro Giuseppe Conte per non essere riuscito a pacificare i contendenti libici pur avendoli invitati entrambi (per esempio oggi un sussiegoso Paolo Mieli sul Corriere della sera) faccia la stessa ironia sul, però per niente spiritoso, Vladimir Putin, che si è preso la stessa risposta evasiva, per la precisione lo stesso rinvio al giorno dopo, insomma ha fatto la stessa figuraccia, e in Libia ha pure mandato suoi uomini a combattere.

  

Intanto Conte era ad Ankara.

 

I soci di Atlantia, intesi soprattutto come fondi e investitori vari e quindi escludendo la famiglia Benetton, non sanno più a che santo votarsi per provare a non essere maltrattati e provano a rivolgersi alle autorità europee, per dire che le norme del milleproroghe con cui si predispone la possibilità di sfilare la concessione con indennizzo molto basso rappresentano un danno inaccettabile e fuori dalle regole del mercato. Chissà come andrà a finire, tuttavia l'azione degli azionisti minori, proprio perché tali e non benettoniani, potrebbe alla fine essere utile per il governo, per consentire di trovare un accordo decente e non punitivo per nessuno senza passare per quelli che si piegano ai poteri forti. Anche perché il titolo continua a soffrire e forse sarebbero in tanti ad avere delle perdite patrimoniali, compresi molti tra i mitizzati piccoli azionisti.

 

Su Radio Radicale un lavoro serio per la copertura della altrimenti scarsissima informazione a proposito del referendum costituzionale firmato, sfirmato e poi rifirmato.

  

Il Pd per un paio di giorni in ritiro a cercare idee sull'Appennino, in sala sciarpe e cappelli, mentre si ragiona di famiglie, lavoro, welfare e scuola. Vediamo cosa riusciranno a produrre, però sarebbero noiosi, per cena, i rimandi a esperienza del passato non tanto riuscite e le ironie sulle scarse capacità propositive di quello che resta l'unico partito strutturato e con un consenso rilevante. Osservare e valutare sarebbe qualcosa di ben più divertente anche per conversarne stasera

  

Dove vanno e come i soldi ai partiti del 2x1000.

  

Il governo (un po' sperimentale) in Spagna e i complimenti da Confindustria.

 

Brutte notizie logistiche per Venezia, dove però sono stati commessi evidenti errori.

 

Vedremo cosa c'è nel lago, nelle stesse ora in Campania protestavano, ma contro un'installazione della rete 5G.

 

Il vulcano che sta spaventando le Filippine.

 

La Scozia, come è noto, non gradisce la Brexit e punta a una doppietta: indipendenza e rientro in Ue. A questo tavolo cominciano a parlarne.

 

Questo è poco ma sicuro

 

Facile a dirsi "andiamo in Canada", ma poi arrivano le insidie.

 

Nominations, perfetto per cena, notate anche l'elegante grafica color cappuccino (per occhi buoni però) dell'Academy Awards

  

A occhio si sarebbe detto molte di meno, ma è un'occasione per rinnovare gli auguri di pronta guarigione a Nicolò Zaniolo, il fortissimo giocatore della Roma e della Nazionale, ed è un ottimo spunto per parlarne a cena.

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