Il governo fa un tavolo sulla famiglia senza il ministro della famiglia

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Realtà, realtà, realtà, e poi numeri, fatti, giudizi che arrivano da terzi, scelte d'investimento, e quindi anche rating (quando arriveranno) e dati e commenti di chi non è invischiato. Il dibattito italiano, alla stretta degli ultimi giorni prima del voto europeo, ci sta portando un profondo desiderio di realtà e di tutte quelle altre cose sopra elencate. L'arma della propaganda sta spuntandosi da sola. Salvini fa lo sprezzante, se ne frega dello spread, e le sue parole suonano ormai vuote. Può avere ancora consenso ma non ha più senso, e questo lo condanna. Non ha più speranze, ha bruciato quel po' di realtà che poteva usare e ora è un politico irreale, una nullità. Di Maio forse questa cosa, anche se tardi, l'ha percepita, ma non ha argomenti da affiancare al nulla salviniano. Non sa cosa vuole, il capo politico dei 5 stelle. Ha orecchiato qualcosa e prova a fare il rigoroso in economia imparando con un tutorial su YouTube. Poi si perde sulle stime dell'evasione fiscale, mentre dell'avventurismo salvinista vede solo ciò che gli fa comodo, ma al suo ritrovato gusto per i conti pubblici in ordine non associa alcuna strategia. Ma ci sarà un consiglio dei ministri, il 20 maggio. E, malgrado la rappresentazione dei fatti opposta proveniente da Toninelli, sembra che ci sarà anche il voto in consiglio sul cosiddetto decreto sicurezza bis, quello che dovrebbe prevedere anche le multe per chi soccorre in mare migranti, anche se in pericolo di vita. E varie altre norme, tutte in violazione di diritti e tutele garantiti a vari livelli.

 

 

Realissimo è lo spread, malgrado il tentativo di sbarazzarsene in modo infantile da parte del ministro Tria.

 

 

Poi ci sono gli striscioni, che sono diventati una cosa divertente, e comunque sono l'unico segno visibile di dissenso dal governo.

 

 

Effettivamente il tavolo della famiglia istituito e convocato dal governo e al quale non viene invitato il ministro della famiglia fa un po' sorridere, ancorché il ministro sia Fontana di cui si conoscono le gesta.

 

  

Il Pd all'inseguimento del grillino che è in noi. Appena  la coscienza politica sonnecchia eccolo il grillismo di base, quello diffuso, che ci contagia tutti, pronto a riemergere. Ce ne sono tracce nel programma politico, o meglio nella piattaforma, con cui i dem vanno allo scontro del 26 maggio. Un 3x2 da supermercato anche per Zingaretti, con slogan che sembrano presi dai dimaiani, tra scuola a costo zero, 800mila posti di lavoro verdi, lo stipendio in più per gli italiani. Si riprende un po' con le due considerazioni finali, sull'inesistenza di “governi obbligatori” e sul pericolo del Salvini incosciente, apprendista stregone con lo spread.

 

 

Nel nulla governativo c'è solo, a quanto sembra, un fatto concluso, ovvero l'attacco, persecutorio, a Radio radicale, e dispiace molto.

 

 

  

Lo stop alle modelle minorenni.

 

 

 

A Roma tifosi molto arrabbiati per il modo in cui la società ha lasciato andare un giocatore bandiera come De Rossi.

 

  

Mentre sarete a cena invece sarà in corso la finale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta e si saprà anche se sono avvenuti i temuti scontri tra tifosi.