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L'affaire Carige e quello migranti. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

8 Gennaio 2019 alle 19:40

L'affaire Carige e quello migranti. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Un bel guaio di quelli classici, non cose strambe ma proprio un guaio, imminente, incombente. Una banca, nientemeno, in seria difficoltà, anzi proprio in situazione critica, e nessuno cui imputare agevolmente la colpa, nessuno da mostrificare ad uso del web. Il guaio della Carige ha costretto il governo a fare una cosa che detesta: governare. E quindi solita corsa, un po' di nascosto, a buttare giù decisioni, per forza, attingendo senza dare nell'occhio al repertorio fornito dalle merde dei ministeri (secondo il lessico governativo). Come è successo nei pochissimi giorni impiegati a riscrivere, o proprio a scrivere, e poi far passare quell'accrocco di manovra. Lo schema è ricorrente: mesi a insultare, a fare propaganda, a dire piane e semplici idiozie, poi 8 minuti al Consiglio dei ministri e via. E poi subito si torna alla propaganda, con l'obiettivo di cancellare l'evidente impronta salva-banche del provvedimento serale. Tutto assai grottesco. Mentre l'opposizione ha campo libero per critiche e ironia e ricerca contraddizioni interne ai partiti di governo.

  

Poi c'è l'ovvia e dovuta rivendicazione della giustezza di provvedimenti presi dai passati governi e infilzati dalle critiche soprattutto a 5 stelle (la Lega, con il Credieuronord nella sua storia, era meno aggressiva).

 

E ci sono anche rilevanti elementi sui quali è legittimo che l'opposizione chieda al governo chiarezza.

 

Poi potrete rileggere, e usare per le chiacchierate a cena, dal Foglio di sabato scorso il quadro della Carige ben scritto e ben documentato da Stefano Cingolani.

 

Niente da fare, invece, per l'attività governativa sul fronte dei migranti. Salvini blocca tutto, non decide, non fa. Si limita a far circolare informazioni perentorie ma non fondate sulla chiusura dei porti. E il problema umanitario peggiora.

 

In tutto ciò bisogna scrivere, davvero non nei talk show, le norme su pensioni e sussidio per povertà e disoccupazione. Ma con maggiori spese possibili per far fronte a nuovi impegni, a cominciare da super salvataggi bancari, e con la recessione che bussa, lo spazio di intervento si riduce. Preparatevi a sorprese.

  

E ci sono sempre le licenze per gli idrocarburi, il problema non è risolto. Anzi, con i comitati anti trivellazioni che si rifiutano di vedere il ministro Costa la figura di quest'ultimo si indebolisce ulteriormente. Per l'eroe, celebrato sui palchi a 5 stelle, sono tempi grami.

  

Il problema delle informazioni sulle grandi opere. Se i giornalisti si bevono tutto, anche Toninelli può segnare qualche punto...

 

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