Italiani soddisfatti delle loro condizioni di vita: è la prima volta dopo cinque anni

Per l'Istat la distribuzione geografica delle lamentele declina difficoltà diverse

22 Novembre 2016 alle 13:06

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foto di Moyan Brenn via Flickr

Per la prima volta dopo cinque anni, gli italiani sono soddisfatti delle loro condizioni di vita. Lo certifica l'Istat, che un po' a sorpresa fa riferimento anche alla situazione economica e lavorativa di famiglie e individui, nonostante l'Italia sia l'epicentro di conclamati problemi europei. Stabile, invece, la soddisfazione rispetto al 2015 in seno a famiglia e amici, salute e tempo libero.

 

Economicamente parlando, la quota di persone di 14 anni e più soddisfatte delle proprie condizioni aumenta dal 47,5 per cento del 2015 al 50,5 del 2016. Quest'anno è cresciuta pure la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica invariata (dal 52,3 per cento del 2015 all'attuale 58,3) o addirittura migliorata (dal 5 al 6,4 per cento) e le proprie risorse economiche adeguate, passando in questo caso dal 55,7 per cento al 58,8.

 

Positivo il trend delle persone di 14 anni e più che esprimono alta soddisfazione per la propria vita nel complesso: dal 35,1 per cento dello scorso anno all'attuale 41 per cento. Al progredire dell'età, però, secondo i dati Istat corrisponde una minore felicità: si ritengono “altamente soddisfatti” il 54,1 per cento dei giovani tra i 14 e i 19 anni e solo il 34,4 per cento degli over 75. Fanno eccezione i “giovani adulti” e i “giovani anziani”, compresi rispettivamente nelle fasce 35-44 e 65-74 anni: in entrambi i casi la quota di coloro che indicano punteggi più alti è superiore rispetto alla classe di età che li precede.

  

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Ad ogni modo non è tutto un libro Cuore. Pesano in termini negativi le preoccupazioni per il rischio criminalità (38,9 per cento, leggermente in calo), inquinamento dell’aria (38 per cento), traffico (37,9) e difficoltà di parcheggio (37,2%). Seguono con il 33 per cento sporcizia nelle strade e con il 32,9 per cento la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, dati entrambi in aumento rispetto a dodici mesi fa.

 

La distribuzione geografica delle lamentele declina difficoltà diverse. Al nord le famiglie segnalano come problema soprattutto l’inquinamento dell’aria (42 per cento), a seguire la criminalità. Nelle regioni del centro, oltre alla presenza di criminalità, i problemi più sentiti sono il traffico (42,6 per cento) e le difficoltà di parcheggio (40,8), così come per le famiglie del Mezzogiorno, con numeri un po' diversi: rispettivamente 37,9 e 38,7 per cento. Al sud, più che altro, non va il collegamento con i mezzi pubblici, preoccupazione principale dei residenti con il 37,6 per cento.

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    22 Novembre 2016 - 16:04

    Cara Redazione, sono andato a vedere sul sito ISTAT i dati, la prima tabella è " Prospetto 1-Persone di 14 anni e oltre.........." andatela a controllare è facile è la prima tabella: dal 2010 al 2016 la mediana(*) dei punteggi è 7 non varia, cioè, dal 2010 al 2016 e varia di pochissimo la media(**) (sempre dal 2010 al 2016) ovvero 7,3- 7,3- 7,0- 6,9- 7,0-6,9- 7,2; quindi, addirittura a) la mediana è 7 per tutti gli anni dal 2010 al 2016 non varia; b) la media, addirittura, rispetto al 2010 (7,3) è diminuita (7,2) e la maggior diminuzione (6,9) si ha negli anni 2013 e 2015. (*) la mediana è un valore geometrico ( di posizione) e si pone esattamento a metà della classificazione su 100 il 50esimo posto) e, al contrario della media, non è "tirato" in basso o in alto dalla quantità dei valori nella distribuzione. (**) la media (somma dei valori diviso il numero) dipende dalla quantità dei valori nella distribuzione, è quindi meno precisa della mediana.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    22 Novembre 2016 - 16:04

    "Al sud, più che altro, non va il collegamento con i mezzi pubblici, preoccupazione principale dei residenti": immagino l'ISTAT, si riferisca al sud della California. Il "più che altro", è una battuta degna di Crozza. Ma come fanno a pensare (" più che altro"), al sud, ai mezzi di trasporto (endemico da sempre), con il 65/70 % dei 14-24enni disoccupati? ( e mi taccio, per carità di patria sul sistema sanitario).

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  • Giovanni Attinà

    22 Novembre 2016 - 15:03

    Su questa certificazione dell'Istat avanzo seri dubbi. Mi ricorda, nella ricerca degli intervistati, la statistica del pollo della famosa poesia del grande Trilussa.

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  • guido.valota

    22 Novembre 2016 - 13:01

    Ma per riportare le cose al loro posto si apprestano a votare per il ritorno di D'Alema, Bersani, Brunetta...

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    • quadroemerito

      22 Novembre 2016 - 18:06

      Temo che andrà così, purtroppo. D'altra parte la gente è strana, se pensiamo che dettero pure il benservito a uno come Churchill dopo la vittoria sul nazismo.

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