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Giochi in piazza, fidanzate da lasciare: l’Innamorato fisso risponde

Come sito immateriale patrimonio Unesco, ieri è stata nominata “l’età della stupidera”

27 Febbraio 2020 alle 12:05

Giochi in piazza, fidanzate da lasciare: l’Innamorato fisso risponde

Lanciatori di ruzzola di Barigazzo (MO) negli anni settanta del Novecento (Wikipedia)

Caro Maurizio, non abbiamo saputo più niente della tua campagna per i siti Unesco. Vuoi aggiornarci? Grazie dal fan club di Lodi.

Giuseppe, Lodi

  

Bella domanda. Ti dico solo che come sito immateriale patrimonio Unesco, ieri è stata nominata “l’età della stupidera”. Tale età di solito va dai 12 anni ai 39 (ci sono però casi di gente di 46 anni). E’ quel periodo in cui i giovani (98 per cento maschi) si innamorano di un bel paio di occhi, o di una bella capigliatura nera, lasciando perdere completamente il carattere dell’amata. Di solito scappano insieme, vanno a Sorrento. Tornano quando hanno finito i soldi (di solito 1.500 euro).


  

Ciao pirla, volevo dirti che qui a Cuneo stavamo organizzando una festa delle arance, come quella del Carnevale di Ivrea, ma non abbiamo trovato abbastanza materia prima. Hai delle alternative da proporci. Ciao, grazie.

Gianfranco, Cuneo

  

Noi percettori di reddito di cittadinanza facciamo tutto quello che vediamo in televisione. Ieri abbiamo visto fare la Ruzzola (già Unesco) e l’abbiamo fatta anche noi. Per cominciare, si è chiuso corso Buenos Aires. Il corso in questione (a Milano) è la via dello shopping più lunga al mondo. Cinque chilometri di negozi a destra e cinque chilometri a sinistra. Totale, 21 mila negozi. Si è chiuso da porta Venezia a piazzale Loreto, senza permesso del comune, per fare la gara di Ruzzola: il lancio della formaggia. I turisti sono impazziti nel vedere un gioco così bello. Tutti hanno chiesto alle loro autorità di farlo a Shanghai, Boston, Bratislava, Tunisi ecc. Brevemente spiego: si prende una formaggia di 30 kg (di solito Asiago, ma vanno bene anche altri tipi). Si lega a una cinta che dà la spinta alla forma e questa si mette a correre come una matta. Essendo la prima volta la gara a Milano, abbiamo calcolato male il campo. Si è presentato un arabo che ha fatto correre la formaggia per 15 km, una roba mai vista. Alla fine di corso Buenos Aires ha preso via Padova (lunga 6 km), percorsa tutta, ha fatto ancora diversi chilometri prima di fermarsi nella Martesana (il naviglio più importante di Milano). Si è calcolato che se non finiva in acqua, la formaggia arrivavav a Cologno Monzese, a 40 chilometri dalla partenza.

 

La seconda edizione della gara la facciamo presso il deserto del New Mexico, che però va asfaltato, non tutto, solo il campo di gara che per sicurezza deve essere di almeno 150 chilometri e recintato alla fine. Nel caso la formaggia li fa tutti, si schianta nella recinzione. Se la sfonda, arriva a El Paso, e a quel punto sbatte giù la prima cosa che incontra (ma non penso). Di solito sbatte giù la colonnina nascosta dell’Autovelox che c’è all’entrata del paese. A quel punto le autorità non risalgono a noi ma pensano: “Sarà un furgone che trasportava Parmesan, non avendo chiuso bene i portelloni sono saltate fuori come vacche delle formagge”.


  

Caro Innamorato fisso, io e un mio amico abbiamo un problema: non sappiamo come farci lasciare dalle nostre fidanzate. Sono storie lunghe e, insomma, due sere fa abbiamo conosciuto due ragazze in discoteca che ci hanno fatto girare un po’ la testa.

Adolfo, Milano

 

Allora, andate da un vostro amico allevatore e fatevi prestare una vitella. Portatela a casa e mettetela a letto. Voi dormite nella casa in campagna (chi non ce l’ha, nel box; chi non ha il box, in comune). Alla mattina svegliate la vitella e la riportate all’allevamento. Alla sera arriva la vostra ragazza, va nella stanza e dice: “Che odore c’è? Sembra che qui abbia dormito una vitella”. Voi: “Sì! Una vitella!”. Lei: “Non prendermi in giro, l’ho detto come battuta!”. Voi: “Confermo: ha dormito una vitella”. Lei: “Ciao! Ti lascio: non ci credo che c’è stata qui una vitella. E l’uomo bugiardo non lo voglio”.

 

Adesso però ho un avviso per tutti i lettori del Foglio sportivo. C’è una direttiva Uefa non ancora approvata che fa discutere. Il Foglio è venuto in anteprima ad averla. Ecco il contenuto. Le società (di calcio) che giocano in uno stesso stadio devono fondersi in una sola squadra. Questo provvedimento se entra in vigore interessa il 95 per cento dei club italiani. Esempio: Inter e Milan dovrebbero diventare una sola squadra, così come Roma e Lazio, Samp e Genoa e le due di Verona. Per evitare questo, entro oggi i comuni interessati devono fare una delibera per costruire in tali città più stadi. Non voglio pensare se non lo fanno la reazione dei tifosi. Poi, nel caso, che maglia tiene la nuova e unica squadra di Genova? E a Milano? Ma sì, facciamo una proroga: Rimangono Inter e Milan, però l’Inter gioca le partite in casa a Berna (stadio da 100.000 posti), a 15 minuti da Milano. E il Lokomotiv Berna si sposta a Venezia.

Maurizio Milani

Maurizio Milani

Nasce nel 1962. Nel 1987 esordisce sul palco di Zelig e fa una carriera di successo in tv come comico. Tra i suoi libri ricordiamo "L’uomo che pesava i cani" (2006) e "Del perché l’economia africana non è mai decollata" (2007). Scrive come opinionista su Il Foglio, ha una rubrica su Max e ha raccontato le disavventure del sindaco di Kyoto da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3. Da poco è uscito il suo ultimo libro, “Mi sono iscritto nel registro degli indagati” (Rizzoli).

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