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Alle radici della crisi dell'occidente, che è soprattutto una crisi del liberalismo

Carlo Marsonet

Un Occidente che ha smarrito sé stesso, diviso tra libertà e pulsioni opposte, rischia di perdere la propria identità: per il politologo Luigi Marco Bassani la crisi è soprattutto spirituale e vede un’Europa in declino contrapposta a un’America ancora fedele alle radici della civiltà occidentale

Un occidente in crisi: è forse questa l’espressione ricorrente che meglio fotografa la sua condizione. Un mondo e una civiltà che non sanno più in cosa consista la propria unicità. Capita allora a fagiuolo un volume, appena pubblicato da Liberilibri: "Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo". L’autore è Luigi Marco Bassani, ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università Telematica Pegaso, che ha accettato di parlare del tema col Foglio. “La civiltà occidentale è sempre stata caratterizzata dalla libertà: dalla ricerca costante per la maggior libertà umana possibile. Anche se, ovviamente, essa ha convissuto e continua a convivere con un altro elemento, e cioè la tensione verso l’eguaglianza”, spiega il professore, “ma senza libertà l’Occidente è semplicemente impensabile. Ciò significa che esso è individualista o non è. La dignità della persona libera e responsabile ha chiaramente diverse fonti: il Cristianesimo, il pensiero greco, la storia romana, il Rinascimento e l’Illuminismo. Ciascuno per parte sua, e impastandosi l’un l’altro, forgiano quell’unicum che è, o dovrebbe essere, l’uomo occidentale”.

Nel volume vengono rintracciate le radici della crisi dell’occidente, che è prima di tutto una crisi culturale. “Ancor più che culturale, direi che si tratta di un’autentica crisi spirituale. L’Europa, soprattutto, ha smesso di credere nella libertà, il principio che la contraddistingue nella storia e nello spirito. Basti vedere quel che succede con la libertà di parola, a partire da quella che Montesquieu considerava la patria della libertà, e cioè l’Inghilterra. Quel che si respira è un odio di sé profondo e viscerale: una negazione della propria identità, delle proprie origini, dei propri principi primi. Da civiltà dove la libertà è di casa, si è passati al terrore della libertà stessa. Sono gli Stati Uniti a costituire il presente e il futuro dell’Occidente libero”. Su questo punto, il prof. Bassani istituisce un confronto, definito “un paragone impietoso”, tra le due sponde occidentali: l’Europa ne esce con le ossa rotte, l’America è invece descritta come il luogo che non rinnega le proprie radici e il cui amore per la libertà dà i frutti più maturi. “I dati parlano da soli. Gli Stati Uniti costituiscono il 30 per cento del pil mondiale. Non solo: il loro è un primato assoluto in ogni campo, sia esso tecnologico, militare o culturale. Se prendiamo i primi dieci esperti di qualunque disciplina, otto se non nove insegnano in università americane. Il predominio è pertanto schiacciante. Non si capisce bene perché, forse a causa dell’odio di sé di cui parlavo prima, l’Europa sembra fare il tifo per la Cina, come se con questa fosse imparentata. Certo, l’economia cinese è cresciuta molto negli ultimi decenni, ma il predominio americano rimane assolutamente inscalfibile. A non contare ormai più nulla è proprio il continente europeo, che tra l’altro non si rende conto che rischia di perdere la propria unicità proprio per la pulsione verso l’unificazione politica”, commenta Bassani, che aggiunge che la storia europea degli ultimi sedici secoli “ci presenta un continente che ha prosperato proprio perché non ha costruito un impero continentale: l’Unione europea fallirà come tutti i tentativi di unificazione, da Carlo Magno, a Napoleone e Hitler”.

Wilhelm Röpke affermava che il liberalismo è il “legittimo figlio spirituale” del Cristianesimo: “Röpke ha senz’altro ragione, ma più per quanto concerne gli Stati Uniti: l’Europa dimostra oggi di aver dimenticato o di lottare contro la sua eredità cristiana”. E il liberalismo, pur non essendo mai stato particolarmente popolare, è alla base della civiltà occidentale: ma questa oggi è forse ancor più in crisi proprio perché rinnega le proprie origini e la propria storia, la propria matrice liberale? “La storia del liberalismo è ovviamente complessa, e sappiamo quanto il termine abbia subito deformazioni e degenerazioni nel corso del tempo. Ma possiamo ben dire che in America la libertà non nasce in antitesi al cristianesimo, mentre in Europa dal Rinascimento in poi gli intellettuali hanno spinto verso una vera e propria scristianizzazione. Oggi il continente europeo ha espunto totalmente, o si dà costantemente da fare per nascondere ogni riferimento al suo passato cristiano”.

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