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In libreria
Il "Battiato svelato" da Giorgio Calcara. Una galassia di arte in continua espansione
Un libro fatto di ricordi scritti da decine di persone tra giornalisti, scrittori, musicisti e tante altre personalità entrate almeno una volta nell’orbita misteriosa e affascinante dell’artista siciliano
Su Franco Battiato ci sono tantissimi libri, e fra poco anche un film in sala. Tentare di mettere in mostra un caleidoscopio di storie, suggestioni e talento come quello del grande artista siciliano, però, è uno sforzo umano piuttosto gravoso. Per questo è meglio lasciar parlare direttamente chi l’ha conosciuto, chi ci ha lavorato, come ha pensato bene di fare Giorgio Calcara per “Battiato svelato. Dalle sperimentazioni degli esordi all’universo multiforme” (Rai Libri, 20 euro). Chi meglio di uno specialista in antropologia delle religioni avrebbe potuto raccontare il genio di Battiato? Su di lui Calcara ha curato anche una grande retrospettiva al museo Maxxi di Roma, per il libro invece ha passato la penna di volta in volta a decine di persone tra giornalisti, scrittori, musicisti e tante altre personalità entrate almeno una volta nell’orbita misteriosa e affascinante dell’artista.
C’è un’impronta di Battiato in ogni forma d’arte immaginabile: dal lavoro teatrale “Baby Sitter” (di cui curò musica, testi e regia) all’arcinota attività musicale, fino al cinema e all’illustrazione di un libro di fiabe per bambini. Il palco come centro di gravità permanente del talento di Battiato, il luogo dove esprimere al meglio le sue “doti classiche di alchimista all’opera con la sacralità del suono”, dice Calcara. Intervento dopo intervento, il primo incontro con lui viene ricordato il più delle volte come un evento folgorante, quasi un’iniziazione religiosa. Difficile biasimarli. Antico come l’Egitto e moderno come il futuro, Battiato ha mostrato per primo all’Italia le infinite potenzialità del sintetizzatore, strumento costoso e misterioso studiato da lui direttamente in Inghilterra, dove venivano costruiti. E poi l’esoterismo dei testi, i “lidi spirituali diversi” a cui l’umanità è chiamata a elevarsi in cerca di salvezza, l’epica musicale e la sperimentazione pura alla ricerca del suono impeccabile. A prescindere dal genere, che sia esso pop o popolare. Nessuna cornice era abbastanza solida da contenere la sua curiosità e la sua voglia di esprimersi, e non semplicemente di comunicare qualcosa, come ricorda la regista e editrice Elisabetta Sgarbi.
Con Battiato la metafora astronomica è più che azzeccata: sfogliando tra ricordi, aneddoti ed emozioni, la sua carriera appare infatti sempre più come un universo in continua espansione. Incapace di fermarsi anche oggi, a cinque anni dalla sua morte. E’ il cantautore Simone Cristicchi a esprimere al meglio questo concetto: “Il vuoto che Battiato ci ha lasciato è un luogo gravido, fecondo, un pozzo inesauribile di acqua pura”.
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