La nuova mascotte della Nazionale è firmata Rambaldi, maestro da triplo Oscar

È stato il miglior effettista con King Kong, Alien ed E.T. l'extra-terrestre. E ora da un suo sketch è nato il cucciolo che accompagnerà gli azzurri agli Europei

Enrico Cicchetti

Un cucciolone di pastore maremmano - scarpe più lunghe delle gambe, non proprio il massimo per un artista del pallone, ma non è da questi particolari che si giudica un giocatore – è la mascotte che accompagna le Nazionali azzurre all'Europeo. Non ha la potenza visiva del Ciao creato per i Mondiali di Italia 90 dal pubblicitario Lucio Boscardin, una delle mascotte più iconiche e avveniristiche di sempre, ma ha comunque un ottimo pedigree.

 

 

Il cagnolino con la maglia dell'Italia è una creatura dell'effettista da triplo Oscar Carlo Rambaldi. "Certi maestri cambiano le categorie e inventano ruoli solitari, simili a stelle comete che seguono traiettorie personali", scriveva su Dagospia il critico Gianluca Marziani per descrivere "La meccanica dei mostri", esposizione dedicata – primus inter pares – a Rambaldi, "artigiano visionario che ha regalato il meglio di una certa Hollywood da trucco robotico". E ancora: "I volti di ET, King Kong e Pinocchio a firma Carlo Rambaldi sono capolavori scultorei che riproducono sentimenti universali, oltre il genere d’appartenenza, come fossero gli archetipi della conoscenza, del dialogo, della rivelazione emotiva".

 

  

Artista di valore internazionale, Rambaldi nel 2007 regalò un suo libro di bozzetti a Gabriele Gravina, presidente della Figc. "La sua fama all'estero era straordinaria, ma lamentava di essere stato poco considerato in Italia", ricorda Gravina. "Sono orgoglioso di aver dato vita ad un'altra sua creazione: oggi gli regaliamo simbolicamente il quarto Oscar".

  

Rambaldi con il suo E.T., l'extra terrestre

 

Negli appunti allegati agli sketch, Rambaldi scriveva di aver scelto un cane pastore "perché è un cane dotato di grande coraggio, di capacità di decisione, tipicamente italiano e la sua storia è intimamente legata alla storia millenaria della nostra terra e delle sue genti". Alla realizzazione del progetto hanno collaborato Victor e Daniela, figli del genio degli effetti speciali e titolari della Fondazione a lui dedicata. Rambaldi è morto il 10 agosto 2012 a 86 anni a Lamezia Terme, in Calabria, dove viveva da molti anni.

 

Più slanciato di E.T., Yo-Dahr è l' extraterrestre disegnato da Rambaldi per un cartoon tratto dal libro per ragazzi "Amici per lo spazio" (ANSA)
    

Ferrarese di nascita, laureato a Bologna all'Accademia di belle arti, Rambaldi inizia a frequentare gli ambienti cinematografici nel 1956 e ragiona subito in grande: il drago Fafner, per il film Sigfrido di Giacomo Gentilomo, è lungo sedici metri. Si scopre una pagina di storia del cinema italiano correndo lo strepitoso elenco delle collaborazioni dell'inventore di illusioni: lavora a La grande abbuffata con Mario Monicelli e Marco Ferreri, con Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, con Federico Fellini e Pupi Avati. E poi l'incontro con la grande produzione hollywoodiana (il suo nome compare accanto a quelli di Scott, Zulawski, Lynch e tanti altri) e l'uso della meccatronica, gli effetti speciali che uniscono meccanica ed elettronica, lo portano verso la sua prima statuetta. È stato il King Kong da dodici metri, (il braccio meccanico a grandezza naturale, quello che strapazza e accarezza Jessica Lange, è una struttura a parte) a valergli il primo Oscar, anche se in realtà, nel film di John Guillermin del 1976, il robottone è stato usato pochissimo: nella maggior parte delle inquadrature dove si vede il gorilla a figura intera, il gigante è interpretato da Rick Baker dentro un costume peloso. Gli altri due premi per i migliori effetti arrivano per i lavori del 1979 – quando insieme a Hans Ruedi Giger, inventa la terrificante creatura aliena per l'Alien di Ridley Scott – e nel 1982, per E.T. l'extra-terrestre di Steven Spielberg, forse il suo capolavoro.

 

11, aprile 1983, l'attrice Elizabeth McGovern con Carlo Rambaldi  (foto Michael Montfort/Michael Ochs Archives/Getty Images) 

 

C'è una vicenda giudiziaria che rende bene l'idea dell'estremo realismo degli effetti che realizzava Rambaldi: per la scena della vivisezione canina nel film Una lucertola con la pelle di donna (1971), il regista Lucio Fulci fu citato in tribunale per maltrattamento di animali. Si rischiava una condanna penale, non fosse che Rambaldi fornì alla corte i girati non montati e i fantocci dei cani utilizzati per le riprese. 

  

Cristiano Laruffa/LaPresse. Arezzo nel 2004: Rambaldi con ET e un bozzetto della nuova creatura, Alien Woman 

ROMA, 1968, Rambaldi col plastico di un suo progetto turistico per un'Italia in miniatura (LaPresse/Publifoto) 

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016