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Che disastro gli studenti con l’inutile fritto misto di filosofia

Apprendimento in gran parte basato sull’esercizio della memoria e l’esaltazione della mera erudizione. Alla fine, quel che resta è un cumulo di ovvietà. Ricordi e analisi sconsolata di un professore della Normale

8 Aprile 2019 alle 09:06

Che disastro gli studenti con l’inutile fritto misto di filosofia

Johannes Moreelse, “Democrito”, 1630 circa (Utrecht, Centraal Museum)

Ogni anno, per quindici anni, durante la mia permanenza alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ho corretto in media circa 120-140 compiti di filosofia per l’ammissione al corso ordinario della Scuola. La Sns ammette a seguire i corsi della classe di Lettere gli studenti che abbiano ottenuto le migliori medie alle prove scritte e orali (gli scritti sono rigorosamente anonimi). Di solito il numero degli ammessi era intorno a 28; le prove scritte da superare erano tre, in discipline a...

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Commenti all'articolo

  • d.mastronardi

    09 Aprile 2019 - 12:12

    Bravo prof Mugnai! Il Suo bellissimo articolo contiene tante considerazioni condivisibili e nello stesso tempo preoccupanti. La domanda che viene spontanea é: chi c'é in giro capace e pronto a trovare, proporre e realizzare rimedi in profondità alla nostra scuola ancora di ispirazione gentiliana? Gentile attuò la sua riforma durante una dittatura; durante i decenni trascorsi di sistemi democratici, non uno ma più Ministri dell'Istruzione hanno provato a riformare; i risultati sono stati o inutili o peggiorativi. Per una riforma efficace e feconda come lo fu per i sui tempi quella gentiliana, dobbiamo forse aspettare una nuova dittatura?

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  • riflessivo

    08 Aprile 2019 - 22:10

    Gentile professore, non solo la storia della filosofia ma tutta intera la filosofia e la letteratura hanno subito e subiscono una progressiva margianlizzazione, Tutto questo si traduce nella trascuratezza dell'insegnamento della filosofia sia al liceo sia nelle università. I manuali di filosofia somigliano sempre più ad un affastellamento di libri, un deposito caotico di idee che sembrano o banali o cervellotiche. Lei, che è anche un logico, appare spaventato dalla incredibile mancanza di logica mostrata dai candidati che credono che la filosofia si riduca a una serie di detti, aforismi e concetti espressi banalmente senza argomentazione logica. Lamentarsi serve a poco, bisogna reagire e incoraggiare le persone e soprattutto i giovani a saper "gustare la filosofia" mostrandone la valenza scientifica e culturale scrivendo buoni libri, facendo conferenze e usando tutti i mezzi a disposizione.

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  • anna.maria.loi

    08 Aprile 2019 - 11:11

    A definire Fusaro un filosofo?

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  • Ziajane

    08 Aprile 2019 - 11:11

    Parole sacrosante. Che non valgono solo per la filosofia ma per l'intero campo delle Humanities, soprattutto riguardo ad alcuni dati oggettivi: la progressiva elefantiasi dei testi scolastici, gestiti da docenti burocrati, che si affidano quasi esclusivamente al testo perché sempre più intimiditi dalla mole dei programmi e impreparati ad affrontarli quanto i loro studenti. Se pensi di dover "fare tutto" in tempo per la maturità e convinci l'alunno diligente che deve "sapere tutto", il tutto ovviamente che sta nei giganteschi tomi in adozione, quando mai ci sarà tempo per riflettere, valutare e farsi guidare dalla curiosità: il tempo per la fondamentale "iniziativa privata" che Mugnai ricorda? Questo atteggiamento è sempre stato relativamente scoraggiato dalla scuola e dal docente di medie capacità, ma poteva essere praticato senza troppi danni dallo studente interessato. Ora invece c'è spazio solo per la mediocritas, non aurea, da entrambi i lati della cattedra.

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