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"Diventeremo schiavi della cultura cafonesca". La distopia di Postman è diventata realtà

Il critico americano Neil Postman capì tutto: “Il nostro ‘1984’ sarà l’oppressione da intrattenimento. E saremo felicemente sottomessi”

4 Febbraio 2019 alle 11:31

La profezia di Postman si è avverata

Tornano sotto i riflettori dei critici le due grandi distopie letterarie: la settimana scorsa se n'è occupato lo scrittore inglese John Lanchester (Foto Flickr)

Nella visione di Aldous Huxley, l’umanità si trovava di fronte a un mondo anestetizzato dal piacere, dalla droga e da distrazioni volontarie: una ‘infantilizzazione civilizzata’. Per George Orwell, l’umanità avrebbe affrontato uno stato di guerra permanente e un controllo mentale totalitario”. Così lo scrittore inglese John Lanchester sul Financial Times della scorsa settimana ha provato a indagare quale scrittore distopico abbia di più capito e sia riuscito meglio a prefigurare il nostro tempo.   Venne il 1984 e non accadde...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    05 Febbraio 2019 - 11:11

    Io da un pezzo avevo capito l'anti(ca)fona: purtroppo l'anti l'ho perso per strada ma la ricerca continua.

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