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I colori di una rivoluzione

Amavano esplorare il desiderio. La loro arte incarnava in un paesaggio onirico la ribellione alle convenzioni culturali e sociali. Dadaisti e surrealisti in una grande mostra a Bologna

18 Dicembre 2017 alle 11:49

I colori di una rivoluzione

Yves Tanguy, “Painting”, 1932. Il dipinto, dal 1987 all’Israel Museum di Gerusalemme, è esposto alla mostra “I Rivoluzionari del ’900” allestita a Palazzo Albergati, a Bologna, fino all’11 febbraio

Una sigla fin troppo abusata – “D & S” – ma necessaria per indicare il Dadaismo e il Surrealismo, i due movimenti dell’avanguardia storica più significativi dei nostri tempi, una vera e propria sfida – in entrambi i casi – a quella tradizione che passava attraverso l’utilizzo di strategie e di materiali destinati a rivoluzionare il linguaggio artistico, creando un’eredità duratura che avrebbe trasformato per sempre la storia dell’arte. Entrambi capaci di non limitarsi a una rivolta visiva – ma,...

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Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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