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Il sistema Tutor va rimosso, dicono i giudici. Ma resterà attivo

La Corte di Appello di Roma ha ordinato la distruzione della tecnologia impiegata da Autostrade per l'Italia a causa di un plagio del brevetto. Ma la spa annuncia che gli apparati resteranno accesi

10 Aprile 2018 alle 18:59

Il sistema Tutor va rimosso, dicono i giudici. Ma resterà attivo

La Corte d'Appello di Roma ha deciso che il sistema di rilevazione della velocità Safety Tutor deve essere rimosso perché Autostrade per l'Italia ne ha violato il brevetto. Secondo i giudici, ad avere inventato lo strumento che da anni è in funzione sulla rete autostradale italiana è una piccola società hi-tech toscana, la Craft srl con sede a Greve in Chianti, che lo ideò alla fine degli anni Novanta. Romolo Donnini, titolare della Craft, propose il sistema di rilevazione di velocità ad Autostrade per l'Italia – all'epoca l'invenzione si chiamava Sicve – che in un primo momento non manifestò interesse. Poi, nel 2004, Autostrade per l'Italia cambiò idea e cominciò a costruire e montare sulle autostrade una tecnologia molto simile. Il progetto brevettato da Autostrade per l'Italia all'inizio usava sensori diversi da quelli della Craft ma dopo poco tempo la spa ha cominciato a impiegare la stessa tecnologia ideata dalla piccola società toscana. Da qui è nata una querelle giudiziaria che si trascina da anni. Nel 2015, la Cassazione diede torto ad Autostrade per l'Italia e decise che il brevetto della Craft era stato effettivamente violato. Oggi, dopo tre anni, la Corte di Appello ha deciso “la distruzione di tutte le attrezzature esistenti sulle autostrade gestite da Autostrade per l’Italia costituenti violazioni del brevetto nella titolarità di Craft s.r.l. e fissa per ogni giorno di ritardo nell’osservanza dell’inibitoria il pagamento, a titolo di sanzione civile, di euro 500 da parte di Autostrade per l’Italia spa in favore di Craft s.r.l.”.

 

Ma la decisione dei giudici di Roma, per quanto clamorosa per il suo esito e per le casse di Autostrade per l'Italia, non porterà comunque a una sospensione del servizio. Poco dopo la sentenza – per la quale si attende un ricorso in Cassazione – la società che gestisce la rete autostradale italiana ha emesso un comunicato in cui annuncia che garantirà comunque che il sistema di monitoraggio della velocità continuerà a operare. Il Safety Tutor, spiega il comunicato, ha prodotto ottimi risultati nel garantire la sicurezza sulle autostrade italiane e "ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete". La società quindi "si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane". 

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    10 Aprile 2018 - 20:08

    Il sistema che in sostituzione userà autostrade si auspica sia italiano altrimenti ci facciamo del male da soli. Una guerra tra chi cerca di esserci e di chi boicotta il nazionale. Pazzesco, sarebbe pazzesco.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    10 Aprile 2018 - 19:07

    In tre settimane manco si organizzano le riunioni per l'approvazione della spesa e la stesura dei bandi di gara.

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