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Storia comune di un Castoldi Marco e di una ex che "basta che paghi"

Il pignoramento dell'amore. Morgan, Asia Argento, figlia e casa. Una storia di coppie sfasciate, di uomini un po’ alla deriva, e di donne che menano prima e meglio di loro, quando si arriva ai dunque delle storie finite e dei beni immobili

2 Gennaio 2018 alle 06:06

Storia comune di un Castoldi Marco e di una ex che "basta che paghi"

Foto LaPresse

Castoldi Marco, una grana col fisco e una casa pignorata a Monza, è una storia come tante. Castoldi Marco, una figlia di sedici anni che si chiama Anna Lou e non bisogna farle mancare niente – “intere rette annuali per scuole private di lusso, che costano più della Bocconi” – e un’altra bambina, la mamma non è la stessa però anche a questa c’è da pagarle gli alimenti e tutto. Una grana col fisco grande come un baule, una casa pignorata. Una storia come tante. E lei, la ex, la madre che è andata in tribunale. E poi dice in giro, ai giornali: “Ha ignorato le sue responsabilità legali e morali, vergognosamente, trascurando completamente le cure della propria figlia, lasciando tale responsabilità interamente a una madre single in difficoltà finanziarie. Ecco come è andata veramente”.

 

Sempre una storia come tante. Ma cosa ne sai tu di responsabilità? Cosa ne sai? “Io non sono uno particolarmente legato al denaro perciò non sono mai stato attento al calcolo e ai risparmi”. Si era sempre affidato a dei professionisti per pagare le tasse, “invece non venivano pagate. Quindi dove sta il denaro? Boh”. Una bella grana. Roba che non ha più pagato per la figlia, per Anna Lou. Ma lei niente, “voglio ricordare che la prima persona a meritare rispetto è nostra figlia. Lui continua pervicacemente ad ignorare le proprie responsabilità morali, prima che legali, di padre trascurando del tutto la cura di nostra figlia le cui esigenze, praticamente da sempre, ricadono soltanto su di me”. Su di lei che non lavora da circa un anno e non ha mezzi sufficienti per provvedere a tutte le esigenze della loro figlia.

 

E’ una storia come tante, la storia di Castoldi Marco. Una storia di coppie sfasciate, di uomini un po’ alla deriva, e di donne che menano prima e meglio di loro, quando si arriva ai dunque delle storie finite e dei beni immobili, e non badano al sottile, se c’è bisogno di ferire. Ultimamente piace così. Cose normali, se non fosse che la storia di Castoldi Marco è la storia di Morgan, il cantante, il musicista, quello dei Bluvertigo prima, di “X Factor” poi. E lei è Asia Argento, si chiama proprio così di cognome, perché non c’era bisogno di cambiarlo visto che “ha un albero genealogico talmente grande che non ci sta neanche nei parchi delle sue ville in Toscana o nei giardini pensili delle sue terrazze romane”, per usare le parole dell’ex marito. Diciamo che pure lei ha i suoi problemi e di recente è nel frullatore. Però Asia Argento è anche l’attrice italiana che negli ultimi mesi si è messa ad azzannare alla giugulare Weinstein il porco, era stato uno stupro, però anni fa, e poi è stata anche una relazione ma non so. E dopo Weinstein la sua lotta s’è trasformata in una “guerra al patriarcato”, con tanto di pugno alzato, “fist fight”, dice, scazzottiamo. E ha reclutato pure il suo nuovo fidanzato, lo chef-star Anthony Bourdain, una carriera costruita sul machismo che adesso si è trasformato in un agnellino. Da quando le donne hanno deciso di bastonare i loro maschi per la loro vile bassezza, o perché non tutti si sono rivelati all’altezza, è cambiata ogni cosa. C’è ferocia, c’è vendetta.

 

Soltanto che invece lui, Morgan, che “non vive tra l’Italia e l’America”, che ha sempre fatto “l’artigiano della musica”, non è del tipo Weinstein, in fondo è un uomo normale. Come tanti. Un Castoldi Marco. “Ma di cosa stiamo parlando? Una benedetta prima casa, l’unica, per metterci dentro una famiglia, dei figli, un televisore, un pianoforte, e il minimo per una vita tranquilla e dignitosa. Altro che rockstar, altro che figli d’arte: sono una persona comune, per bene”. E in fondo come fosse la partita, già persa in partenza, tra lui e i soldi eccetera l’aveva cantato già nel suo primo disco del ’95, che si chiamava Acidi e basi: “Ho sempre rimandato, io, le me immense mie scadenze, perché essere puntuali, io, vuol dire esser fiscali / e se programmi la tua vita tu non ti accorgi ch’è già noia … / Oggi un uomo puro in questo impero non può più fallire… IO sono un pazzo, VIVOSUNAMELA”.

 

Morgan è un artigiano musicista che si è fatto da solo, “a diciassette anni ho firmato per una major… Non c’erano mica i talent show, nemmeno l’ombra. C’erano lo scantinato della casa e un registratore quattro piste a cassette”.  Mica figlio d’arte. Anzi il padre, per lui, è quel tarlo oscuro, “perché mio padre aveva fallito nella vita e se l’era data a gambe”, non è la prima volta che la racconta ma l’ha scritta ancora tutta, su Facebook. “Ci mancava pure che tutto ciò ci rovinasse la vita”. E si può immaginare anche che qualche problema con la sua, di paternità, lo può avere avuto. Ma questa è la sua storia, privata. E’ sempre un po’ anche una storia comune. “Ho due figlie, l’averle messe al mondo è stata una scelta, non un incidente”.

 

Insomma se non fosse Morgan, sarebbe un Castoldi Marco, uno che ha provato a sfangarsi la vita tra musica e Brianza e un po’ di accordi di libertà, che è finito sotto il tir del suo stesso talento, della sua distrazione fiscale. E la storia di una ex che non gliene frega niente, basta menarlo, basta che paghi.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    02 Gennaio 2018 - 14:02

    Per me è solo un'altra pennellata aggiunta al grande affresco del Giudizio (civile) Universale con corposa richiesta di risarcimento danni intentato al genere maschile da un'attricetta senza phisique du role ne' principalmente du nom, e più passa il tempo, più si sommano le pennellate, soprattutto quelle sulla sinistra, più penso che il problema stia lì e non nel porco o nel Castoldi. Non è che adesso che è finito l'argent tutto il genere maschile sia responsabile per interposto Castoldi Marco anche delle sue traversie di 'madre single in difficoltà finanziarie'.

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  • pg.to

    02 Gennaio 2018 - 13:01

    Chissà se è ancora in tempo, lo chef, a sfilarsi dalle grinfie di questa erinni...Bah, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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  • carlo.trinchi

    02 Gennaio 2018 - 10:10

    Tutto vero tutto già visto, tutto ripetitivo ma non puoi rimare adolescente e se ci rimani nominati un tutore. Se fai un figlia fregatene della madre alla deriva e eccudiscila a prescindere. Se poi ne fai due allora sei recidivo. Insomma, a parte l’arte vera o presunta viene da dire al Signor Castoldi Marco di darsi una “smossa” perché così, senza ne arte e ne parte non andrà da nessuna parte. A Roma dicono: a Casto’ datte na sveiata, esci dal limbo.

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    • Agata

      02 Gennaio 2018 - 17:05

      A me ha fatto rabbrividire la frase ho fatto le figlie consapevolmente,non sono capitate. Nessuno e' nato imparato, ma ci si impara a gestirsi facendo le cose. Anche io la prima volta fuori casa ero in panico per una bolletta poi ti abitui, impari. Non mi sento di difenderlo ma neppure lei. Poi io mi vergognerei a farmi gestire da altri, roba mia e' mia. Non sono ricca, non sono per nulla attaccata ai soldi, alla modernita', ma come me tanti hanno una vita dignitosa nella loro essenzialita'. Non mi sento di giustificarlo, se non che avra' mangiato fuori tutto con la droga ma nemmeno lei

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      • carlo.trinchi

        28 Febbraio 2018 - 18:06

        Scusi il ritardo. Io non giudico nessuno ci mancherebbe. Ma se fai dei figli, voluti o non voluti ti devi impegnare per loro che diventano la prima cosa della tua vita e tu e tutto passano in secondo piano. Se dico di farsi gestire è a fin di bene per se stesso e gli altri. Se sei malato e quindi non gestore dei figli ti devi fare da parte per il bene tuo e loro. Non è una questione di giudizio ma di ovvietà di vita. Che poi uno se la vive come vuole deve anche assumersene le conseguenze e se in mezzo ci sono dei figli le conseguenze sono al quadraro. Il giudizio che se ne da è poca cosa e trova il tempo che trova. Sono i fatti che contano e da quanto si legge non sono rosei.

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