Milano-Cortina

Mattarella ufficiale e gentiluomo: a Cortina niente hotel di lusso ma la foresteria della Marina militare

Michele Masneri

Il capo dello stato arrivato oggi insieme alla figlia. Alloggio sobrio, come i vecchi leader democristiani 

Cortina d’Ampezzo. Oggi è il giorno di Mattarella. Il presidente della Repubblica è arrivato nella “perla delle Dolomiti”, portando un frisson di prima repubblica al meglio, di quel vecchio stile Dc che non c’entra molto con la montagna d’oggi, le varie Courchevel e St.Moritz (ma anche Roccaraso) degli influencer e trapper coi piumini griffati, i ristoranti con le fiammelle (pericolose) e le danze. Se qui si celebrano i giochi di 70 anni fa, quelli mitici del ’56, Mattarella ci riporta a una cartolina di Dc in purezza, la migliore. Infatti dopo aver presenziato all'università di Trento all’inaugurazione dell’anno accademico e all'intitolazione di una biblioteca a De Gasperi il presidente resterà a Cortina fino a domani, incontrando atleti e autorità. Intanto ha preso possesso del suo alloggio cortinese.

 

E che alloggio. Villa Marina, indirizzo sconosciuto ai più, uno dei segreti meglio conservati della suddetta “perla”. È, infatti, la foresteria del Circolo degli Ufficiali appunto della Marina militare. Nato per consentire le vacanze alle Forze Armate, e in particolare ai sommergibilisti, che necessitano di decompressione dopo le missioni subacquee, è un albergo riservato a chi lavora, ha lavorato, e ai parenti degli ufficiali della Marina. Qui Mattarella ha ricevuto Sofia Goggia. Qui  è tutto all’insegna dell’understatement, non certo un posto lussuoso. Di fuori sembra una classica villetta, intonaco bianco e balconi in legno; le camere costano cinquanta euro al giorno la singola, settanta la doppia (dieci euro il lettino aggiunto), ma appunto sono riservate ai militari e ai loro affiliati e sono inserite in un “giro” di foresterie della Marina in tutta Italia, da Brindisi a Messina, da Roma a Venezia, però certo Cortina è l’indirizzo più prestigioso.

 

E qui, però, non è certo la Cortina da cinepanettone: che negli ultimi anni ha visto rinnovarsi il parco dei grand hotel – il Savoia rifatto completamente, il Bellevue abbattuto e in via di ricostruzione, il De Len della famiglia Melpignano, quelli di Borgo Egnazia cari a Giorgia Meloni e Bruno Vespa; lo storico De la Poste, il Miramonti chiuso per sempre e in questi giorni  quartier generale delle forze dell’ordine. Mattarella ha fatto una scelta come sempre oculata (sugli alloggi di Mattarella andrebbe scritto un piccolo saggio: per l’inaugurazione olimpica la settimana scorsa stava in albergo a Monza, fuori dal bling bling milanese).

 

Comunque, tornando a Cortina: se nei grandi hotel allignano reali, nobili, influencer, smandrappati da tutto il mondo, nessuno si sognerebbe di spingersi a Villa Marina, che sorge vicino allo stadio, e pochi notano la grande ancora nera che ricorda l’origine del luogo. Oggi è ovviamente circondata da militari, agenti anche con strumentazione antidrone, al centro della zona rosso/viola, la più protetta nella cittadina già blindatissima. In una Cortina che vede anche il passaggio dei meglio chef stellati in questi giorni, salvo sorprese a servire il capo dello stato sarà personale quasi esclusivamente militare. Menu semplice, niente di stellato o creativo, servito nei piatti bianchi e tondi (ormai una rarità!) contraddistinti dall’ancora e dal castoro in blu simbolo di Cortina, insomma non su ciottoli di ardesia o sculture futuriste come nei ristoranti in voga (che poi non si sa mai come diavolo le lavino); sui tavoli, tovaglie bianche, posate d’acciaio, i segnaposto di larice, e poi fuori un giardino con dondoli e altalene per bambini (molto numerosi negli ultimi anni, raccontano).

 

E chissà se anche col capo dello stato la cena sarà annunciata dal “gong” che qui risuona per richiamare gli ospiti ai pasti. Insomma, soggiorno sobrio, soberrimo, quello di Mattarella, come appunto le celebri vacanze cortinesi dei notabili democristiani della Prima Repubblica. Andreotti in testa, che soggiornava dalle suore Orsoline qui. Però, raccontano, il leader Dc si fermava per lunghi periodi, mentre Mattarella (che viene spesso da queste parti) si ferma sempre solo qualche giorno. I più burloni si chiedono se con lui ci sia  la figlia Laura (che c'è) oppure la presidente del Cio, scambiata per lei nella ormai leggendaria telecronaca Rai Sport.

  

 

  • Michele Masneri
  • Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).