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la manifestazione
A Torino razzi e bombe carta contro la polizia: il corteo per Askatasuna finisce in scontri
Un gruppo di manifestanti ha deviato dal percorso concordato per raggiungere la sede del centro sociale sgomberato. Lacrimogeni e idranti per sedare i disordini. Mattarella chiama Piantedosi
Gli scontri erano attesi e ci sono stati. A Torino volano bombe carta verso le forze dell'ordine, che rispondono con l'uso di lacrimogeni e idranti. In fiamme i cassonetti. Si contano i primi feriti in mezzo a scene di guerriglia urbana, tra cui un poliziotto preso a calci, pugni e martellate. E' l'esito del corteo organizzato in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna, partito questo pomeriggio alle 14.
Le violenze contro la polizia - che ha blindato la città - sono scoppiate quando una parte del corteo ha deviato dal percorso concordato entrando in corso Regina Margherita, dove al civico 47 aveva sede lo storico centro sociale. Qui le forze dell'ordine avevano predisposto un cordone per impedire l’avanzata dei manifestanti. Tra questi, gruppi di autonomi e anarchici, molti dei quali a volto coperto. Prima degli scontri il gruppo era rimasto fermo a lungo, in attesa del buio, per evitare di essere identificato.
"Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni", ha commentato la premier Giorgia Meloni pubblicando su Instagram il video del poliziotto accerchiato e percosso dai manifestanti. "Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende". Intanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato il ministro dell'Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell'ordine che hanno subito violenze.
La manifestazione ha visto la confluenza di tre tronconi partiti da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo. Secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 50 mila persone, mentre per la questura i presenti erano poco meno di 20 mila. Il corteo ha attraversato il lungo Po, da piazza Vittorio Veneto alla Gran Madre, per poi proseguire verso corso San Maurizio e l’area del Rondò Rivella, fino al punto in cui è avvenuto il contatto con le forze dell’ordine.