La frana di Niscemi continua a muoversi. Il capo della Protezione civile: "Chi ha casa lì non rientrerà più"
Sono già 1.500 gli sfollati, previsti Cas fino a 900 euro a famiglia. I tecnici confermano un avanzamento lento ma costante del fronte, con il terreno che continua a scivolare verso la piana di Gela. La segretaria pd Schlein è sul luogo: "Sospendere i tributi per i residenti". Il video con i droni di Local Team
La frana che da giorni interessa la collina a Niscemi, comune di circa 25mila abitanti nella provincia di Caltanissetta, continua a muoversi in modo inesorabile verso la piana di Gela, costringendo le autorità a una gestione emergenziale senza precedenti. Le immagini satellitari e i rilievi della Protezione civile confermano un avanzamento lento ma costante del fronte franoso, con il terreno che continua a scivolare e il rischio di nuovi crolli. Il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, ha tracciato un quadro drammatico della situazione: "Chi ha casa lì non potrà più rientrarvi. La frana ha compromesso in modo irreversibile gli edifici situati lungo il fronte attivo. È una tragedia per la comunità, ma la sicurezza delle persone viene prima di tutto". Sono già circa 1.500 gli sfollati, ospitati temporaneamente presso parenti, amici o nel palazzetto dello sport Pio La Torre, adibito a centro di accoglienza. Il governatore Renato Schifani, nell'incontro tecnico in municipio, ha detto che la regione si farà "carico di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non potranno più rientrare nelle loro abitazioni". L’attenzione resta alta anche da parte del governo nazionale, pronto a valutare ulteriori stanziamenti straordinari per far fronte all’emergenza.
Nell'immagine qui sopra, diffusa dal Dipartimento della Protezione Civile Regione Sicilia, è indicata in viola la linea di evacuazione a 150 metri dal fronte di frana.
I fondi per gli sfollati, fino a 900 euro al mese a famiglia
Le zone più colpite comprendono i quartieri di Sante Croci, Trappeto e via Popolo, dove l’avanzamento della frana ha reso inagibili molte abitazioni. Le autorità locali hanno imposto un’ampia zona rossa, mentre squadre tecniche e geologi continuano a monitorare la situazione con droni e sensori per valutare eventuali nuovi movimenti del terreno. L’emergenza ha provocato anche gravi problemi infrastrutturali: tre delle quattro principali vie di accesso alla città risultano interrotte, isolando di fatto Niscemi e complicando l’arrivo dei soccorsi e dei materiali di prima necessità. L'unica via di collegamento praticabile è la strada provinciale 11. La Protezione civile ha attivato contributi di autonoma sistemazione (cas): 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.
Schlein: "Sospendere i tributi per i residenti"
La segretaria del Pd, Elly Schlein, in visita a Niscemi con il responsabile Esteri del partito, il nisseno Giuseppe Provenzano, chiede che vengano bloccati i tributi per i residenti del Comune. "Siamo pronti come Pd a fare la nostra parte per fare avere tutto il supporto necessario alla comunità e alle amministrazioni coinvolte. La vicenda di Niscemi va affrontata nella sua specificità, abbiamo chiesto di bloccare i tributi. Servono interventi rapidi". Quanto ai danni del ciclone, Schlein dice che i dem hanno "già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo".
Terra a acqua. Le cause della frana
Le cause della frana sono legate al tipo di terreno sabbioso e instabile su cui poggia la collina, reso ancora più vulnerabile dalle intense precipitazioni che hanno colpito la Sicilia negli ultimi giorni in seguito al ciclone mediterraneo Harry che si è abbattuto sul Mezzogiorno tra il 19 e il 21 gennaio. Gli esperti avvertono che il rischio di nuove colate è concreto finché la massa franosa non si stabilizzerà completamente, un processo che potrebbe richiedere settimane. Diversi droni sono in volo per monitorare lo stato del fronte della frana.
Un ampio versante composto da argille e sabbie sta scivolando verso valle in un movimento franoso di grandi dimensioni, diretto verso la valle del Maroglio. Secondo il Cnr-Irpi si tratta di un’area geologicamente fragile, già segnata in passato da frane e fenomeni calanchivi. Le deformazioni osservate sulle strade (con scarpate alte fino a 10 metri) indicano uno scorrimento profondo del terreno. Le indagini Ispra mostrano un sottosuolo formato da strati alternati di sabbie, arenarie e argille, con falde acquifere superficiali, una combinazione che durante piogge prolungate riduce la stabilità dei terreni e può riattivare vecchie frane. L’area, infatti, ha una storica vulnerabilità: già nel 1997 la zona di Sante Croci fu colpita da un grave evento franoso. Il dissesto attuale sembra collegarsi a quel sistema, riproponendo oggi criticità su scala urbana.
Il ruolo delle piogge
All'origine della frana sembra esserci il maltempo eccezionale degli ultimi giorni. Tra il 19 e il 21 gennaio è caduta una quantità d’acqua che di solito si registra in mesi. Questa enorme massa liquida è penetrata nel terreno come una spugna che si riempie troppo: il suolo, già fragile, si è saturato e non riesce più a drenare bene. Quando l’acqua si infiltra tra gli strati di argilla e sabbia, il terreno perde compattezza e diventa più “scivoloso”. È come se tra i vari strati si creasse un velo d’acqua che facilita lo scorrimento. Anche nei giorni successivi le condizioni meteo (rovesci e vento forte) hanno impedito al terreno di asciugarsi. Le falde sotterranee si sono alzate e il versante ha perso progressivamente stabilità. In sostanza: troppa acqua in terreni argillosi già deboli ha riattivato e alimentato il movimento della frana.
Intanto la comunità di Niscemi vive giornate di grande apprensione: famiglie costrette a lasciare le proprie case, scuole chiuse e attività commerciali sospese. I residenti raccontano di un senso di impotenza, ma anche di solidarietà, con vicini e associazioni locali che si organizzano per offrire supporto agli sfollati. La frana di Niscemi rappresenta una delle emergenze più gravi registrate in Sicilia negli ultimi anni, con effetti che andranno oltre l’immediato: molte abitazioni saranno demolite, alcune aree potrebbero non essere più utilizzabili e la pianificazione urbanistica dovrà essere profondamente rivista. La priorità delle autorità resta ora quella di garantire la sicurezza della popolazione e contenere il più possibile l’avanzamento del fronte franoso, in attesa che le condizioni del terreno permettano interventi di consolidamento a lungo termine.