Ansa
L'iniziativa
Su Crans-Montana Meloni tenta la strada delle indagini condivise con la Svizzera. Di cosa si tratta
Dopo la liberazione su cauzione di Moretti, la premier ha proposto di organizzare una squadra investigativa comune (Sic) per fare luce su quanto realmente successo nella tragedia di capodanno. A palazzo Chigi Meloni ha incontrato l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado
Mettere in piedi "una squadra investigativa comune che utilizzi la competenza e la professionalità delle forze di polizia italiane". Questa è la proposta che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affidato al Corriere della Sera per fare luce su quanto realmente successo nella tragedia di capodanno a Crans-Montana e per far sì siano accertate le responsabilità di tutti gli attori coinvolti e di quelli ancora da individuare. Ed è proprio di questo che la premier ha parlato con l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, richiamato dal vicepremier e ministro degli Esteri in Italia dopo la notizia della liberazione su cauzione del proprietario del locale Le Constellation Jacques Moretti che ha suscitato indignazione sia all'interno della compagine di governo sia tra i familiari delle vittime. All’incontro a Palazzo Chigi, cui hanno anche partecipato il sottosegretario di stato Alfredo Mantovano e l’Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, è stato deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’ambasciatore all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due stati e all’immediata costituzione di una Sic, una squadra investigativa comune. Ma che cos'è esattamente?
Una Sic (in inglese Jit, "Joint investigation team") è uno strumento di cooperazione internazionale basato su un accordo tra autorità competenti – sia giudiziarie (giudici, pm, giudici istruttori…) sia di polizia – di due o più stati dell'Unione europea, istituito per un periodo limitato, che può essere prolungato all'occorrenza, e per uno scopo specifico per svolgere indagini penali in uno o più degli stati coinvolti. Oltre ai singoli stati dell'Ue, nella squadra investigativa comune possono entrare anche non solo rappresentanti di Europol (Agenzia Ue per la cooperazione nell'attività di contrasto), Eurojust (Agenzia Ue per la cooperazione giudiziaria penale) e Olaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode), ma anche rappresentanti di paesi extra-Ue, come appunto la Svizzera. In particolare, l'Europol fornisce una visione d'insieme individuando i collegamenti tra casi e indagini correlati; mantiene i contatti diretti con i membri delle squadre investigative comuni; fornisce ai membri le informazioni in suo possesso; offre supporto analitico e logistico, nonché competenze tecniche e forensi e sostiene lo scambio sicuro di informazioni. Alla guida c'è un membro del paese in cui si svolge l’indagine e le sue attività sono disciplinate dalla legislazione di quel paese.
La logica alla base di queste squadre investigative comuni, che non hanno una struttura permanente ma sono create ad hoc, è che alcuni tipi di reati possono essere indagati in modo più efficace se diversi paesi lavorano insieme. Rispetto alle forme tradizionali di cooperazione giudiziaria e di polizia, le squadre investigative comuni permettono di raccogliere e di scambiare direttamente sia le informazioni che le prove, senza che sia necessario ricorrere ai canali tradizionali di assistenza giuridica reciproca. Ma soprattutto i membri distaccati della squadra, cioè quelli provenienti da uno stato diverso da quello in cui si opera, hanno il diritto di essere presenti e partecipare alle investigazioni.
Le Sic si possono costituire in due situazioni specifiche: o quando si è in presenza di indagini condotte da uno stato membro su reati che "comportano inchieste difficili e di notevole portata" e che hanno un collegamento con altri stati membri oppure quando più stati Ue svolono indagini su reati che necessitano di coordinamento. Ma nella prassi una Sic può essere messa in piedi anche tenendo conto di alcune situazioni concrete, come, per esempio, la complessità delle attività criminali sottoposte a indagini. La decisione quadro sulle Sic è entrata in vigore nel 2002, dopo le richieste degli stati europei di dotarsi di uno strumento per combattere il traffico di stupefacenti, la tratta degli esseri umani e il terrorismo. Dal 2005 la Rete di esperti nazionali in materia di squadre investigative comuni si riunisce una volta all'anno, e ormai queste squadre sono uno strumento consolidato tra le autorità investigative nazionali nella lotta alla criminalità con lo scopo di coordinare le indagini e i procedimenti penali condotti parallelamente in diversi stati. Negli anni, la formazione delle Sic è stata usata per smantellare reti di traffico di migranti, per arrestare alcuni membri che facevano parte di un gruppo criminale organizzato che gestiva truffe di voice phishing e di criminali informatici coinvolti nella distribuzione di malware e per smantellare una rete di fotografi pedofili. Le condizioni alle quali opera una Sic possono variare da caso a caso e sono gli stessi paesi che costituiscono la squadra a stabilirne composizione, finalità e durata.
L'editoriale dell'elefantino