il caso

Sparatoria a Milano. Un ventenne è stato ucciso da una pattuglia. Aveva una pistola a salve

Secondo le prime informazioni il giovane, probabilmente di origine nordafricana, si è avvicinato ai poliziotti armato e un agente ha fatto fuoco. Salvini: “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”

Un ventenne è stato ucciso a Milano da una pattuglia di agenti in borghese. La sparatoria è avvenuta, poco prima delle 18, in via Impastato, vicino al capolinea della metropolitana "gialla" (M3) e al confine tra il quartiere di Rogoredo e il comune di San Donato. Secondo le prime informazioni, il giovane si è avvicinato ai poliziotti armato e un agente ha fatto fuoco. I soccorritori del 118 hanno soltanto potuto constatare il decesso del ventenne, probabilmente di origine nordafricana, che al momento non è ancora stato identificato. Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Scientifica e, da un primo esame, sembra che la pistola impugnata dalla vittima fosse una replica a salve di una Beretta 92.

"Solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno difendono i cittadini perbene. L'auspicio è che, davanti alla tragedia appena avvenuta a Milano, nessun agente finisca ingiustamente nel tritacarne. La Lega ribadisce la necessità del pacchetto sicurezza, anche per aiutare le forze dell'ordine a tutelare i cittadini con sempre maggior efficacia". Così una nota della Lega. “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”, dice Matteo Salvini.