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M4, orgoglio e pregiudizio. La festa informale dei milanesi e quelli che si lamentano pure

Maurizio Crippa

Apre l’hub di San Babila della Metro blu, quella che in 12 minuti porterà dal Duomo ai gate dell'aeroporto di Linate. Da domani ci saranno anche i problemi ma per ora si può essere orgogliosi. E oggi si entra pure gratis

La dimensione euro-global-cool della milanesità è poi sempre anche quella di un’allegra festa di popolo e di piazza: tutti felici, city user e buyer del turismo compresi, col naso all’insù a vedere l’aereo che galleggia sulla piazza. Totem gonfiabile per benedire l’apertura dell’hub di San Babila della M4, la Metro blu, quella che in 12 minuti (ma il sito Atm dice 14) porterà da sotto al Duomo ai gate di Linate. Festa contenta e informale, prosegue anche dopo che Beppe Sala e Matteo Salvini hanno finito il “taglia-nastro”. Le coppie di pensionati si incoraggiano, “andiamo giù a vedere com’è”, tanto oggi si entra gratis. E gli umarell 4.0, i ragazzi in braghe da cestista che si fanno i selfie.

  

  

L’Italia è anche così, Milano è anche così. Si può essere orgogliosi per un’opera attesa da tre sindaci. M4 è neanche a metà del percorso (prima di arrivare al capolinea sud ci vorrà un altro anno), ma adesso è “San Babila-Linate 12 minuti”, è l’immaginario collettivo che decolla.“Torre Linate, qui San Babila: now boarding. Con la nuova M4 volate all’aeroporto da una qualsiasi stazione della rete metropolitana, e in meno di un quarto d’ora dal centro di Milano. Benvenuti a bordo”, è il tweet di Atm. Certo fu più esaltante nel 1964, quando sì inaugurò la Rossa di piazza Duomo (video emozionale giù nella nuova stazione), l’Italia del boom. Ma una città che cresce, il grigio-marmo e il blu, cristalli e metalli, è tutto molto bello, molto cool.

   

    

Da domani ci saranno anche i problemi: un finanziamento da rimborsare che per il comune è una mazzata ventennale, e gli indignados del quadrante est-Forlanini che già protestano per la soppressione del bus 73, dimentichi che la 73 per fare viale Forlanini (lo stradùn per andare all’Idroscalo di Jannacci) ci metteva 25 minuti. Ma il milanese è siffatto, riesce a lamentarsi anche se il traffico su gomma diminuisce, se la metro corre, se spuntano verde e ciclabili dove ieri era tutta CO2. Fa un po’ ridere, anzi i romani invidiosi ci dicono “voi siete matti!”. Ma ci penseremo domani. Oggi è festa, si può andare gratis a Linate in 12 minuti. A Milano c’è.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"