Green pass obbligatorio in base al colore delle regioni. I nodi in Cdm

Giovanni Rodriquez

Atteso per domani il nuovo decreto Covid. Il certificato servirà per viaggi, spettacoli e sport mentre si discute ancora dei ristoranti al chiuso. Cambiano anche i parametri per le zone gialle, sul punto si cerca l'accordo con le regioni 

Le soglie di occupazione dei letti di terapia intensiva e ordinari che faranno scattare la zona gialla nelle regioni e nuove regole per l’ingresso nei ristoranti al chiuso. Sono questi i due nodi da sciogliere in vista del Consiglio dei ministri che dovrà varare le nuove misure per fronteggiare l'aumento di contagi da Covid-19. Per trovare la quadra su questi due punti e alcuni altri aspetti, il Cdm, previsto per oggi, è stato rimandato a domani.

 

Si parte però da una certezza, nonostante il pressing del Pd, non verrà riproposto anche in Italia il modello di utilizzo esteso del Green pass così come proposto da Macron in Francia. Fortemente contrarie a questa proposta non solo la Lega, ma anche M5s e Forza Italia che ieri ha lanciato la sua proposta su un utilizzo più graduale di questo strumento. Le motivazioni alla base del rifiuto risiedono non solo nell’andamento diverso della nostra campagna vaccinale che, a differenza di quella francese, procede spedita ad un ritmo medio di oltre 500 mila vaccinazioni al giorno, ma anche nell’assenza di un’offerta di tamponi gratuiti. Su questo non si escludono però novità nel prossimo futuro, visto che la misura è fortemente sostenuta da un’ampia fetta di maggioranza che va dalla Lega al M5S, fino a FI.

 

Il punto di ricaduta dovrebbe essere trovato in una proposta molto vicina a quella presentata ieri dalle regioni, con un utilizzo del Green pass che verrà tarato sul "colore" delle regioni. E quindi si potrebbe prospettare in zona bianca un obbligo di accesso con certificato per viaggi, spettacoli e sport. Discorso diverso invece per i ristoranti. Lo stesso premier Draghi sembra sia favorevole a un utilizzo fin da subito anche per i ristoranti al chiuso in modo da evitare un ritorno a chiusure e continui stop & go. Ci sono però da registrare sia la forte contrarietà della Lega che le perplessità delle regioni. Una mediazione possibile potrebbe riguardare l’accesso esclusivo con Green pass nei ristoranti al chiuso, solo a partire dalla zona gialla o, più probabilmente, arancione.

 

Altro nodo da sciogliere, come dicevamo, è quello dei nuovi parametri per il passaggio in zona gialla. Verrà dato un peso maggiore ai ricoveri rispetto al numero dei contagi. Prosegue però il braccio di ferro sulla soglia limite di ricoveri da dover raggiungere per far scattare il cambio di colore. Le regioni hanno proposto il 15 per cento di occupazioni di letti in terapia intensiva e 20 per cento di letti ordinari di malati Covid per il passaggio dalla zona bianca a quella gialla. Ma per ministero e Iss quelle soglie sono troppo alte: più prudente restare al 5 per cento di occupazione delle terapie intensive e 10 per cento di letti ordinari. Nel pomeriggio, con ogni probabilità, si proverà a trovare una mediazione rivedendo leggermente al ribasso la proposta delle regioni. Una ulteriore ipotesi allo studio riguarda poi la possibilità di modulare queste percentuali di occupazione dei posti letto Covid in base all'incidenza dei casi. Quindi, potrebbero esserci anche delle percentuali variabili a seconda dell'incidenza dei contagi nelle diverse regioni.

 

Infine, sul tema dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, dopo l’apertura del Cts dello scorso venerdì e la mossa di FI che ha depositato ieri al Senato un disegno di legge sull’obbligo, il discorso verrà rinviato ad agosto. Si è deciso infatti di aspettare ancora poco meno di un mese per poi verificare l’effettivo numero di persone ancora non vaccinate. Se si dovesse riscontrare la persistenza di uno 'zoccolo duro’ restio alla vaccinazione, a quel punto si farebbe scattare anche per loro lo stesso obbligo già varato per il personale sanitario.

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