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contro mastro ciliegia

Why Always Vinicius?

Maurizio Crippa

Mentre il calcio italiano si perde nelle sue solite polemiche provinciali, le notti di Champions ricordano cosa sia davvero lo spettacolo: talento, personalità e anche provocazione, perché i campioni veri – simpatici o meno – parlano soprattutto quando conta, cioè in campo

Per distrarci un attimo dalla guerra, ma volendo anche tenerci lontani dai podcast referendari di Fedez e Giorgia (mamma mia) non resta che il calcio, soprattutto ora che viene il bello della Champions prima che gli orridi spareggi di Gattuso vengano a scassarci i cosiddetti. Insomma bello vedere un po’ di calcio superstar. Tipo Vinicius del Real. E qui si vede la differenza. Nel nostro paese calcisticamente arretrato si vive di polemiche idiote su calciatori simulatori su arbitri che sono molto peggio dei simulatori, loro fanno proprio apposta. Invece, uno come Vinicus. Forte è forte, non è un mostro di simpatia (embè?) e spesso litiga col pubblico. Ma, calma: è lui che litiga?

Ad esempio i tifosi del City, non il club più adorabile della terra, lo avevamo sfottuto senza motivo con uno striscione che citava una canzone degli Oasis: “Stop crying your heart out”. Il senso era che lui avrebbe frignato come un bambino perché non gli avevano dato il Pallone d’oro, vinto dal citizen Rodri. Bene, l’altra sera ha rifilato due gol al City nel loro stadio, ha mandato a casa Pep Guardiola e dopo il gol ha mimato il gesto del bambino che piange. Sono due giorni che la scemosfera social ripete che è villano, viziato, stronzo. Aveva solo ragione, e più senso dello spettacolo di tutti gli altri. 

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"