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Contro Mastro Ciliegia

Benvenuto Anticristo

Maurizio Crippa

Peter Thiel dice che bisogna prepararsi a combattere l’Anticristo, ma nessuno sa cosa sia. Per qualcuno è Trump, per altri è lo stesso imprenditore americano. Quando proveranno a studiare le sue idee capiranno che l'Anticristo non è letteratura, ma una intelligente metafora politica

No, non andrà a tenere conferenze sull’Anticristo all’Angelicum, definita à la Dan Brown “università del Papa” anche se è solo “pontificia”, mica la manovra Leone, come avventurosamente scritto nei giorni scorsi da Maria Antonietta Calabrò. Ma che Peter Thiel sia d’un tratto diventato di moda persino nella sonnacchiosa provincia dell’impero è certificato dal fatto che se ne sia accorta persino la “room” di Milena Gabanelli. Anzi persino la Verità, che però invece di farsela sotto pare molto soddisfatta del “cavaliere nero”. A scatenare la moda è la storia dell’Anticristo (con tanto di conferenze segrete la prossima settimana a Roma), un tema che piace a questo filosofo imprenditore, padrone di aziende che controllano i nostri dati in tutto il mondo come Palantir. Lui dice che bisogna prepararsi a combattere l’Anticristo. Nessuno sa che cazzo sia: per qualcuno è Trump, per qualcuno Putin, gli ayatollah no perché sono troppo pirla. Ma per qualcuno l’Anticristo è proprio lui, Peter Thiel. Quando avranno smesso con le barzellette, e proveranno a studiare le sue idee che stanno semplicemente archiviando qualsiasi scemenza progressista della tecnologia “buona” in stile Steve Jobs, capiranno che l’Anticristo non è letteratura, ma una intelligente metafora politica.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"