Contro Mastro Ciliegia

Ringraziando Rembrandt

Maurizio Crippa

Una bella sorpresa nel caos del mondo: al Rijksmuseum torna in mostra un autentico Rembrandt ritrovato, Visione di Zaccaria nel tempio, capolavoro del 1633 riscoperto grazie a nuove analisi e carico di potente valore simbolico

Thank God accadono nel mondo anche sorprese belle; così prima di saltare tutti in aria per una guerra che s’allarga o per il missile di un proxy iraniano maledetto, si può programmare una capatina al  Rijksmuseum di Amsterdam, che di suo non avrebbe bisogno di particolari nuove occasioni. Ma verrà subito esposto al pubblico un capolavoro ritrovato, più che scoperto, dell’immenso Rembrandt, che irradia luce divina già dalla fotografia. Si intitola Visione di Zaccaria nel tempio e ha una storia particolare, che sospettiamo in Italia non sarebbe possibile. Dipinto nel 1633, era di proprietà del Rijksmuseum finché una perizia del 1960 lo declassò a copia, e fu venduto a un privato. Che l’ha custodito gelosamente, finché un erede si è fatto avanti per una nuova valutazione: con tecniche aggiornatissime, è stato riconosciuto dell’autore. Ora andrà in mostra, ma la sua proprietà privata resterà. L’altra bella notizia, simbolica per questi giorni travagliati, è il tema. L’arcangelo Gabriele, nel dipinto solo un raggio di luce, annuncia al sacerdote Zaccaria che lui ed Elisabetta avranno un figlio, Giovanni che sarà il Battista e aprirà la via a Gesù per la pienezza dei tempi. 

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"