Ansa

Contro Mastro Ciliegia

Scrollare la giustizia folle

Maurizio Crippa

Non solo nel sistema di giustizia italiano c'è qualcuno che non funziona, ma spesso si scivola nel grottesco. Un pakistano resta libero dopo un omicidio a Siena perché "le carceri greche sono inumane", mentre un medico viene arrestato per aver intascato cento euro in nero. È l'Italia grillina

Che poi non c’è nemmeno bisogno di essere a conoscenza delle balle di Enrico Grosso, presidente onorario del comitato referendario Giusto dire No, sui finanziamenti dello stesso, o delle altrettante di Cesare Parodi per convincersi che nel sistema di giustizia italiano non soltanto c’è qualcosa che non funziona, ma spesso si scivola nel grottesco. Cose molto più grandi che la riforma Nordio, se mai dovesse passare ma Pagnoncelli ha detto di no, certo non risolverebbe. Non c’è bisogno di tutto questo per capire lo stato della giustizia in Italia. Basta scrollare un pomeriggio qualsiasi il sito del Corriere. E trovare in fila, ma proprio in fila, due notizie folli. La prima: “Pakistano arrestato a Siena per omicidio, resta libero: estradizione negata perché ‘le carceri greche sono inumane’ - Decisione della Corte di Appello di Firenze”. Alla Corte d’Appello di Firenze evidentemente credono che il carcere di Sollicciano sia un resort, vivi complimenti. Intanto un arrestato per omicidio resta libero, mica siamo a Rogoredo. Subito sotto: “Guastalla, ortopedico arrestato mentre intasca 100 euro in nero per una visita”. Arrestato. Qualche imbecille grillino sarà pure contento, è l’Italia cui hanno contribuito, e la riforma Nordio non c’entra. Ma la casta dei giudici, cazzo.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"