LaPresse
Contro mastro ciliegia
Ma Letta su Fabregas?
“Bastoni non deve essere convocato in Nazionale” aveva detto l'ex premier dopo Inter-Juve. Poi l'altra sera l'allenatore del Como ha strattonato da fuori campo un giocatore del Milan di Allegri. Aspettiamo ancora il post di Letta che chiede di cacciarlo dalla Ue
Restiamo basiti e un po’ sconcertati, noi che avevamo preso dannatamente sul serio il richiamo all’onestà-tà-tà nel giuoco del pallone, noi che avevamo preso in seria considerazione tutte le sentenze scagliate come fulmini dal sinedrio sportivo – quello delle tivù importanti, quello delle tivù ruspanti, quello dei commentatori autorizzati e anche degli improvvisati. E sopratutto quello dei politici, primo tra tutti Enrico Letta, che dopo la partita Inter-Juventus aveva lanciato un claim durato due giorni, “Bastoni non deve essere convocato in Nazionale”. Si erano aperte le cateratte dello stadio globale, ognuno a pronunciare la sua condanna; e chi (da ex calciatore) aveva più lunga la coda di paglia, più sentenziava. Poi ieri sera Cesc Fabregas, allenatore del Como che come secondo lavoro potrebbe fare l’intellettuale poliglotta, ne ha combinata una peggio, ha strattonato da fuori campo uno del Milan. Allegri, quantomeno una persona di buonsenso, no moralisti, si è incazzato a biscia: “Sei un bambino che ha iniziato ad allenare ora”, e altre meno trascrivibili. Nessuno del sinedrio che abbia chiesto la testa di Fabregas. Aspettiamo ancora il post di Letta che chiede di cacciarlo dalla Ue. Tutti zitti, al festival dell’ipocrisia. Tale quale quando a dire indecenze è Gratteri.
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