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CONTRO MASTRO CILIEGIA

Ciaone, pretino

Maurizio Crippa

La storia dell’ex giovane don Alberto Ravagnani, già miracolistico prete influencer che predicava attraverso i social, era già in sospetto di una certa cretineria prima, quando esercitava. Ora una adeguata intervista sulla Stampa ne offre conferma

Padre José, “il prete dell’acquavite” di Il potere e la gloria ha molti peccati, ha pure una figlia ma nulla che possa staccarlo dal suo sacerdozio, perché sa bene che non è roba sua. Ci sono sempre stati e ci sono anche ora, piacciono molto ai talk del pomeriggio, preti che alla parrocchia hanno preferito farsi una famiglia, che scappano con la perpetua, persino con la cassetta delle offerte. Preti e suore che hanno scelto di fare i cantanti. Tutti motivi seri, umani troppo umani, da non disprezzare. La storia dell’ex giovane don Alberto Ravagnani, già miracolistico prete influencer che predicava attraverso i social (ah, la cyber-teologia) era già in sospetto di una certa cretineria prima, quando esercitava, ora una adeguata intervista sulla Stampa ne offre conferma. Dice lui che non ha buttato il clergyman per banali motivi carnali (gli unici davvero ragionevoli), certo che no, anche se poi ovviamente casca sul celibato; ma perché crede “che il sacerdozio oggi possa e debba essere esercitato in modo diverso”. Dice anche che “Gesù non si è mai posto come sacerdote”, e qui ci si chiede cosa mai gli abbiano insegnato in seminario. Spiega che non vuole più “censurarsi”, infatti ha già scritto un libro: mica è come Carlo Acutis, lui, uno che diceva “non io, ma Dio”. Ciaone, pretino.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"