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Contro Mastro Ciliegia

I Barry Lyndon files

Maurizio Crippa

Dopo i “Diari segreti di Arafat”, i memoriali di Gelli, i Panama Papers, i leaks di Assange ecc, ecco gli Epstein files. l’unico epitaffio che si addica è la parafrasi del finale di Barry Lyndon

Ricordava su X il gran @lucianocapone che giusto di questi giorni, otto anni fa, l’Espresso aveva pubblicato lo “scoop mondiale” dei famosi “Diari segreti di Arafat”. Bufala come manco i pentiti della Trattativa. Meglio non attardarsi mai a leggere questi milioni di miliardi di pagine, di “file” e “page” che promettono la verità sull’intero universo. Abbiamo allegramente balzato gli elenchi esoterici della P2, i memoriali di Gelli, i Panama Papers, i leaks di Assange e persino i documenti declassificati della Commissione Warren. Ora ci sono però i tre milioni di documenti degli Epstein files, e verrebbe voglia di attestarsi sulla annoiata prudenza delle altre volte. Poi però l’occhio capita su un titoletto del Fatto, che suona così: “Uno dopo l’altro”. Che gran voglia di appenderli, prima ancora di aver letto tutto. “Il blairiano Mandelson”, dove la gravità sta tutta nell’aggettivo, l’ex duca di Pork cacciato nottetempo di casa; a Bill Gates penserà la noiosa Melinda. E ora, gongola il Fatto, “tocca ai Clinton”. Ci sono tutti, ma proprio così tutti, che l’unico epitaffio che si addica è la parafrasi del finale di Barry Lyndon: “Fu durante il regno di Donald Trump che tutti questi personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, ora sono tutti uguali”.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"