Foto Ansa
Contro Mastro Ciliegia
I Barry Lyndon files
Dopo i “Diari segreti di Arafat”, i memoriali di Gelli, i Panama Papers, i leaks di Assange ecc, ecco gli Epstein files. l’unico epitaffio che si addica è la parafrasi del finale di Barry Lyndon
Ricordava su X il gran @lucianocapone che giusto di questi giorni, otto anni fa, l’Espresso aveva pubblicato lo “scoop mondiale” dei famosi “Diari segreti di Arafat”. Bufala come manco i pentiti della Trattativa. Meglio non attardarsi mai a leggere questi milioni di miliardi di pagine, di “file” e “page” che promettono la verità sull’intero universo. Abbiamo allegramente balzato gli elenchi esoterici della P2, i memoriali di Gelli, i Panama Papers, i leaks di Assange e persino i documenti declassificati della Commissione Warren. Ora ci sono però i tre milioni di documenti degli Epstein files, e verrebbe voglia di attestarsi sulla annoiata prudenza delle altre volte. Poi però l’occhio capita su un titoletto del Fatto, che suona così: “Uno dopo l’altro”. Che gran voglia di appenderli, prima ancora di aver letto tutto. “Il blairiano Mandelson”, dove la gravità sta tutta nell’aggettivo, l’ex duca di Pork cacciato nottetempo di casa; a Bill Gates penserà la noiosa Melinda. E ora, gongola il Fatto, “tocca ai Clinton”. Ci sono tutti, ma proprio così tutti, che l’unico epitaffio che si addica è la parafrasi del finale di Barry Lyndon: “Fu durante il regno di Donald Trump che tutti questi personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, ora sono tutti uguali”.
contro mastro ciliegia
C'era un paese in coma