contro mastro ciliegia
Rogoredo o Minneapolis? E già monta la tempesta perfetta
Gli elementi dello scandalo ci sono tutti. Il “luogo simbolo”. Lui vent’anni, nordafricano “già noto”; la pistola, forse a salve, e i poliziotti in borghese che gli hanno sparato. Salvini ha già detto “sto con gli agenti senza ma”. Arriveranno a fiume in piena quelli che diranno: ecco è come l’Ice. La canea fa comodo a entrambi i fronti
Andava a Rogoredo, ma non è una storia strampalata di Jannacci. La via per cupo paradosso è intitolata a Peppino Impastato, giovane eroe e vittima della mafia. Lì è quello che chiamano il Bosco della droga, nel degrado di confine davanti al capolinea della Gialla, sempre “finalmente bonificato” e mai bonificato. Luogo di malaffare, luogo però soprattutto di dolore, giovani vite perdute. Lui no, niente eroe, solo vittima sull’asfalto. Gli elementi dello scandalo, della polemica sguaiata e oscena che già sta montando ci sono tutti, tempesta perfetta. Il luogo maledetto, “luogo simbolo”. Lui vent’anni, nordafricano “già noto”; la pistola, forse a salve; ma se la punti a qualcuno vale come vera; quello o quelli che gli hanno sparato non sono delinquenti, ma poliziotti di zona in borghese; eccesso di legittima difesa o la “presunzione di liceità” che Piantedosi vuole ripristinare? C’è già chi ha già detto (Salvini) “sto con gli agenti senza ma”. Arriveranno a fiume in piena, anzi già ci sono, quelli che diranno: ecco è come l’Ice, è Minneapolis. Forse riflettere un attimo che non è Minneapolis, è Rogoredo, Italia. E gli agenti non sono l’Ice. Invece la canea fa comodo a entrambi i fronti: tutti e due Minneapolis per opposti pregiudizi, la vogliono davvero.
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