contro mastro ciliegia

Rogoredo o Minneapolis? E già monta la tempesta perfetta

Maurizio Crippa

Gli elementi dello scandalo ci sono tutti. Il “luogo simbolo”. Lui vent’anni, nordafricano “già noto”; la pistola, forse a salve, e i poliziotti in borghese che gli hanno sparato. Salvini ha già detto “sto con gli agenti senza ma”. Arriveranno a fiume in piena quelli che diranno: ecco è come l’Ice. La canea fa comodo a entrambi i fronti

Andava a Rogoredo, ma non è una storia strampalata di Jannacci. La via per cupo paradosso è intitolata a Peppino Impastato, giovane eroe e vittima della mafia. Lì è quello che chiamano il Bosco della droga, nel degrado di confine davanti al capolinea della Gialla, sempre “finalmente bonificato” e mai bonificato. Luogo di malaffare, luogo però soprattutto di dolore, giovani vite perdute. Lui no, niente eroe, solo vittima sull’asfalto. Gli elementi dello scandalo, della polemica sguaiata e oscena che già sta montando ci sono tutti, tempesta perfetta. Il luogo maledetto, “luogo simbolo”. Lui vent’anni, nordafricano “già noto”; la pistola, forse a salve; ma se la punti a qualcuno vale come vera; quello o quelli che gli hanno sparato non sono delinquenti, ma poliziotti di zona in borghese; eccesso di legittima difesa o la “presunzione di liceità” che Piantedosi vuole ripristinare? C’è già chi ha già detto (Salvini) “sto con gli agenti senza ma”. Arriveranno a fiume in piena, anzi già ci sono, quelli che diranno: ecco è come l’Ice, è Minneapolis. Forse riflettere un attimo che non è Minneapolis, è Rogoredo, Italia. E gli agenti non sono l’Ice. Invece la canea fa comodo a entrambi i fronti: tutti e due Minneapolis per opposti pregiudizi, la vogliono davvero. 

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"