contro mastro ciliegia

I "cold case" votano Sì

Maurizio Crippa

L’intervista di Vespa a Bossetti rilancia i grandi processi mediatici mentre Garlasco e Kercher tornano d’attualità. Forse la gente la separazione delle carriere non sa cosa sia, ma se dici: vedi cosa succede a non riformare la giustizia, lo capisce eccome. 

Per festeggiare i trent’anni di “Porta a Porta”, non potendo intervistare il plastico di Cogne, Bruno Vespa si è regalato una gita fuori porta, nella brumosa Bollate, dove nel celebre carcere ha intervistato Massimo Bossetti che lì sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. “Vorrei sapere anche io chi l’ha uccisa”, gli ha risposto. E che doveva dì? Un buon lavoro comunque, per la “terza camera” della Rai. La scelta del caso Gambirasio, rimasto sempre polarizzante nonostante le sentenze, offre l’occasione per una riflessione. Garlasco sta reggendo da mesi le prime pagine e i pomeriggi tivù, non sappiamo se Gratteri lo abbia già detto, ma è ormai una delle armi più contundenti contro la magistratura in vista del referendum (“vi fidereste a farvi processare dopo quel che è successo a Stasi?”). Poi ieri è saltato fuori l’ex magistrato che coordinò le indagini sul delitto di Meredith Kercher e ha raccontato che un nuovo misterioso testimone gli ha detto che quella notte c’era un’altra persona in casa, mai individuata. Ma ora lui è in pensione, che ci può fare? Un altro cold case contorto, un’altra vicenda processuale tutt’altro che lineare. La gente la separazione delle carriere non sa  cosa sia, ma se dici: vedi cosa succede a non riformare la giustizia, lo capisce eccome. 

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"