contro mastro ciliegia

Tirocinio costituzionale

Maurizio Crippa

Il presidente ricorda ai futuri magistrati che giudicare richiede equilibrio e lealtà, non tifoserie. Un vademecum per giudici e giornali, in vista del referendum

Dio ci scampi, e ci scampi pure sua santità laica Eugenio Scalfari, di cui si celebrano i fasti della sua creatura baluardo di Costituzione, di azzardarci a tirare per la toga di Primo Magistrato d’Italia Sergio Mattarella, e di appiccicargli una parte in commedia che non gli appartiene. Ma chissà se qualcuno, qualche assatanato del No al referendum, qualche giornale che stila liste di proscrizione degli “impresentabili del Sì”, avrà la decenza e la buona creanza istituzionale di riportare con paluso le parole del capo dello Stato, nel saluto rivolto ai “magistrati ordinari in tirocinio” ricevuti al Quirinale. Ha detto tra le altre cose il presidente, a mo’ di augurio e di monito: “Per affrontare un compito così alto vi sarà utile, accanto alla profonda conoscenza del diritto, la ricerca di leale confronto, il rifiuto di ogni forma di presunzione, attitudini che inducono alle doti preziose dell’umiltà e della prudenza del giudizio. Doti che, in ogni ambito e in ogni tempo, è sempre stato più facile elogiare piuttosto che praticare”. E Dio ci scampi anche dal solo pensare che Mattarella avesse in mente, nell’invito alla prudenza così difficile da trovare, qualche pasdaran del No, un televisivo Gratteri, per fare un nome.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"