contro mastro ciliegia
Tirocinio costituzionale
Il presidente ricorda ai futuri magistrati che giudicare richiede equilibrio e lealtà, non tifoserie. Un vademecum per giudici e giornali, in vista del referendum
Dio ci scampi, e ci scampi pure sua santità laica Eugenio Scalfari, di cui si celebrano i fasti della sua creatura baluardo di Costituzione, di azzardarci a tirare per la toga di Primo Magistrato d’Italia Sergio Mattarella, e di appiccicargli una parte in commedia che non gli appartiene. Ma chissà se qualcuno, qualche assatanato del No al referendum, qualche giornale che stila liste di proscrizione degli “impresentabili del Sì”, avrà la decenza e la buona creanza istituzionale di riportare con paluso le parole del capo dello Stato, nel saluto rivolto ai “magistrati ordinari in tirocinio” ricevuti al Quirinale. Ha detto tra le altre cose il presidente, a mo’ di augurio e di monito: “Per affrontare un compito così alto vi sarà utile, accanto alla profonda conoscenza del diritto, la ricerca di leale confronto, il rifiuto di ogni forma di presunzione, attitudini che inducono alle doti preziose dell’umiltà e della prudenza del giudizio. Doti che, in ogni ambito e in ogni tempo, è sempre stato più facile elogiare piuttosto che praticare”. E Dio ci scampi anche dal solo pensare che Mattarella avesse in mente, nell’invito alla prudenza così difficile da trovare, qualche pasdaran del No, un televisivo Gratteri, per fare un nome.
Contro Mastro Ciliegia