Ansa
Contro Mastro Ciliegia
La scoperta della sicurezza che a sinistra corre sul filo di lama dell'ipocrisia culturale
Dopo gli episodi di violenza nel nostro paese, a sinistra ci sono due reazioni: la prima è accusare il governo non aver mantenuto le promesse di remigrazione, ma se l'avesse fatto si gridava senz'altro al golpe. La seconda è la richiesta di nuove leggi, anche se si accusava la destra di introdurre nuovi reati
Fa infine piacere, non fosse per il tempo perduto in chiacchiere e distintivi, che anche nel bel mondo dell’Idea Progressista, che ha passato anni a macerarci le orecchie con la storia che l’America è violenta perché ci sono le armi da fuoco (sarebbe semmai viceversa), e meno male che invece in Italia sono limitate così non ci sono mass shooting, fa piacere si diceva che si siano accorti, belle penne e sindaci di sinistra, Beppe Sala o Lepore, che in Italia la gente viene ammazzata a coltellate. Spesso da giovani che non dovrebbero girare con il coltello, o da irregolari che non dovrebbero girare punto, con o senza lame. I casi del croato senza fissa dimora Marin Jelenic, accusato di aver ucciso Alessandro Ambrosio a Bologna, o di Emilio Gabriel Valdez, con condanne e provvedimenti di espulsione, accusato di aver ucciso a Milano Aurora Livoli. Ne discendono, a sinistra, due reazioni pavloviane. La prima è accusare il governo securitario “delle destre” di non aver mantenuto le sue promesse di Law and Order and Remigration (ma le avesse mantenute, saremmo alla denuncia di golpe). La seconda, più capziosa, è la richiesta di nuove leggi (ma non era un’accusa al governo “delle destre”, quella di voler introdurre sempre nuovi reati?). Annalisa Cuzzocrea, ieri su Repubblica, parte da Aurora Livoli “uccisa, strangolata, da un immigrato irregolare che aveva precedenti penali gravissimi e che per due volte era stato espulso dal nostro paese”. Invano. “Una situazione che appare fuori controllo”. Colpa chiara: “Nulla, dei decreti legge approvati fin qui nel nome della tolleranza zero, ha reso più sicure le nostre città”. Su questo si può dare ragione a Cuzzocrea, e persino quando denuncia che “il decreto Caivano ha riempito le carceri di minorenni… peggiorando così ulteriormente la situazione”. Ci sarebbe da notare che se l’alternativa sono i giovani al coltello che circolano indisturbati (ma ovviamente “bisognerebbe tenersi lontani dai nomi sensazionalistici – maranza, baby gang”, perché nel pensiero magico di sinistra è il nome che crea i fatti), non è nemmeno colpa del decreto Caivano. Soprattutto è straordinario che si chieda una legge contro “l’uso del coltello: troppo esteso, assolutamente incontrollato”. C’è una proposta del Pd che chiede di vietarne la vendita ai minori. Non basta. Bisognerebbe mettere in atto il divieto – per tutti – di andare in giro per le strade con un’arma offensiva”. A parte stabilire cosa sia un’arma non “offensiva”, le leggi esistono già. Se non funzionano, non è solo colpa dell’attuale governo (molto comodo). Invece conta anche il lassismo di certa mentalità politica e persino dei magistrati. Il sindaco di Milano se n’è uscito con un commento improvvido, sul delitto di Aurora: ha detto che Valdez “aveva ricevuto un foglio di via nel 2024, ma non era stato eseguito perché ritenuto inidoneo a stare in un Cpr… Di fatto è risultato idoneo ad ammazzare una ragazza; si continua a blaterare su rimpatri, remigration, ma nella realtà non succede nulla”. Peccato che l’idoneità al Cpr non la decida il governo, solitamente l’ultima parola sta alla Asl. Quanto ai crimini, anziché prendersela col fallimento securitario, perché non occuparsi del fallimento nel fare giustizia di una magistratura che nel caso di Valdez, ma sono come sappiamo molti, pur rinviato a giudizio “per violenza sessuale aggravata dalla circostanza di aver approfittato dell’ubriachezza”, è stato lasciato libero, nonostante una precedente condanna sempre per reati sessuali e un foglio di via mai applicato? Ci sono decenni di accondiscendenza della politica, di operatori a vario titolo sociali, e di magistrati dalle spericolate decisioni che hanno portato all’Italia al coltello che oggi spaventa tanto.
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