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SpietzenAllenatoren

La gente normale domenica era più interessata al verdetto europeo delle squadre di calcio

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crippa@ilfoglio.it

28 Maggio 2019 alle 06:00

SpietzenAllenatoren

Della politica europea, come dice Giorgetti, non frega una cippa a nessuno e la gente normale domenica era più interessata al verdetto europeo delle squadre di calcio. Posso solo confermarlo, ho sofferto per tutta la sera come forse solo Giggino, solo che a me poi ha detto bene: era solo un incubo, lui invece l’ha presa in quel posto davvero. Ma per parlare un attimo di politica: adesso che l’Europarlamento è eletto viene la parte più bella, chi comanderà davvero (non crederete sul serio che facciano comandare Salvini). Insomma è il momento degli Spitzenkandidaten, i candidati di punta che, come in un pacchetto di mischia del rugby, ogni famiglia politica cercherà di far arrivare sulle seggiole più alte. Ieri pare ne abbiano parlato anche Conte e Merkel, e chissà lui che ha capito.

 

Allora, per spiegare, il calcio: gli Spietzenallenatoren. La Juve ha uno “Spietzen” della Madonna (no rosario) che inizia per Pep, e tutti cercano di bruciarglielo via stampa. L’Inter ha uno Spieztenallenatoren quasi sicuro, ma l’uscente ha fatto di tutto per lasciarlo fuori dall’Europa. Quasi riusciva. La Roma ha spoilerato da sola il suo, ma lo spietzenallenatoren, a questo punto, sta pensando che invece di andare in un partito che è rimasto col culo per terra come una Bonino qualsiasi, rimane dove sta, e si gioca l’Europa che conta. Tutto chiaro Conte? (Nel senso di Antonio, eh).

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