Portare le arance anche a Miss Buchenwald

Maurizio Crippa

La neonazi Alice Cutter si è iscritta al concorso di bellezza Miss Hitler in Inghilterra. Soffre di un “pregiudizio razziale patologico” ma con un po’ di arance si guarisce da tutto

Nel giorno in cui gli energumeni di CasaPound sono andati a portare le arance in Campidoglio a Virginia Raggi, perculandola con un definitivo “sarai sgomberata prima di noi”, c’è poco da fare gli spiritosi sui suprematisti bianchi di ogni stazza e latitudine. Anche perché, in Inghilterra chi lo sa, ma a Roma la profezia dei casapoundisti ha tutta l’aria di essere di quelle che si autoavverano. Però in Inghilterra succede questo. A Birmingham si è aperto il processo contro una strana ma poco rassicurante gang che aveva organizzato un concorso di bellezza intitolato: “Miss Hitler”.

 

A scopo reclutamento di nuovi adepti, secondo l’accusa. Tra le candidate, pare iscrittasi attraverso un account russo, ce n’è una che si chiama Alice Cutter, ventidue anni, e ha attirato l’attenzione dei media. Un po’ perché sembra una Isabelle Adjani più spiritata del solito, un po’ per il nickname che si è scelta, che non sarebbe venuto in mente neanche a chi so io: Buchenwald Princess. Del resto era già famosa per essersi scattata un selfie, a Buchenwald, con tanto di saluto: non proprio un ciao. Ora è a processo assieme ad altri giovani scavezzacollo del suprematismo bianco, il cui nickname non ci viene però rivelato. Negano di essere membri di National Action, un gruppo neonazi messo fuorilegge come organizzazione terroristica nel 2016. Dicono i magistrati che lei, la principessa del lager, soffre di un “pregiudizio razziale patologico”. E forse sarà patologico, ma come dicevano le nonne: con un po’ di arance si guarisce da tutto.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"