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Cesare Battisti, l’elogio di Franti e il giornalismo lombrosiano

L'ex leader dei Pac non è simpatico proprio a nessuno, ma bastava leggere Umberto Eco (1963) per sapere che si può dire di più, con più decenza, di un Cattivo

16 Gennaio 2019 alle 06:06

Cesare Battisti, l’elogio di Franti e il giornalismo lombrosiano

Foto LaPresse

"Sul suo volto si dipinge quel ghigno infame che conosciamo bene. Troppo bene. Il sorriso storto di uno che continua a professarsi innocente, senza rispetto per le vittime”. Il Fatto, che di Cesare Lombroso ha fatto un canone estetico e un format giornalistico, ha dato ovviamente il meglio di sé. Il Corriere, più ingessato, vede “il ghigno sotto il pizzetto”. Il Giornale, col suo arditismo manesco, titola: “Ride, ma ora sa che è finita”, facendosi predittivo sul destino del “solito ghigno strafottente”. Il Messaggero, deferente al Palazzo, va direttamente alla fonte e virgoletta Salvini: “Ho visto un ghigno di Battisti, marcirà in galera”. Repubblica, ché sta all’opposizione, la gira sui “ghigni di stato che umiliano la giustizia” ma al magnetismo del ghigno non resiste nemmeno lei. Va da sé che Cesare Battisti non è simpatico proprio a nessuno. Anche meno di Carla Bruni, per dire, la chanteuse presidenziale che ne propiziò la fuga in Brasile, lo sapesse o no il marito che, quanto a risate a culo di gallina, era un asso anche lui. Ma bastava aver letto, per tempo, l’“Elogio di Franti” di Umberto Eco (1963) per sapere che si può dire di più, con più decenza, di un Cattivo. Di uno con la “faccia tosta e trista, uno che si chiama Franti”. Uno che “dicono che non verrà più perché lo metteranno all’ergastolo”. Ma Franti, inchiodato per sempre alla sentenza deamicisiana, “E quell’infame sorrise”, a quel punto della storia era soltanto uno straccio ridotto al niente che, scriveva Eco con miglior fantasia, “cerca un contegno nel sorriso, per non soccombere nello strame”. Molto meglio del giornalismo lombrosiano.

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Commenti all'articolo

  • Substitute

    Substitute

    17 Gennaio 2019 - 15:03

    beh, per fortuna nella storia di questo paese uomini e donne di bella penna e bel pensiero ne sono passati!

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  • mauro

    16 Gennaio 2019 - 18:06

    Ah, caro Crippa, grazie per averci ricordato Umberto Eco. Se fosse vivo probabilmente il grande maestro di vita ci delizierebbe con la sua prosa formidabile in proposito. L'Elogio di Franti era l'elogio del bullo scolastico, per le cui malefatte oggi si piagnucola quasi quotidianamente, invano adesso che i buoi sono scappati dalla stalla. In un Elogio di Battisti sono certo che Eco supererebbe se stesso e forse avrebbe, iniziando da qualche commentatore del Foglio, un seguito ancora maggiore di quello che ebbe con l'Elogio di Franti, che ben pochi allora capirono. I tempi sono un pò cambiati da quando il compagno Eco smuoveva le montagne , troppi nodi sono venuti al pettine. Ma le nostre tenere anime non lo sono abbastanza. Fra quanto Lei immagina di vedere Battisti seduto di fronte a Floris?

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  • luciano.pellegrini59

    16 Gennaio 2019 - 17:05

    E' stato il festival della gente cattiva

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  • Caterina

    Caterina

    16 Gennaio 2019 - 10:10

    Ghigno o non ghigno, ora sta là dove doveva stare da una vita.

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