cerca

Poi lui s'è impiccato. Il caso è chiuso

Una ragazzina di 14 anni di Cassino ha denunciato, in un tema in classe, le violenze subite dal padre. L'uomo si è ucciso in una chiesa sconsacrata

Maurizio Crippa

Email:

crippa@ilfoglio.it

22 Gennaio 2018 alle 21:03

Poi lui s'è impiccato. Il caso è chiuso

Foto LaPresse

Forse alla fine è un bene se la scuola, inseguendo le utopie della Buona scuola, abolirà un giorno o l’altro il “tema libero” in classe. Non sai mai come va a finire, ma spesso male. Non c’è più uno straccio di spiraglio, ormai, per sperare che la ragazzina di 14 anni di Cassino abbia inventato tutto, nel tema “Racconta alla mamma una cosa che non hai mai voluto dirle”. Quando ha scritto: papà mi ha violentata più volte, che abbia inventato, come quella della verginità a un milione di euro. Il padre si è impiccato in una chiesa sconsacrata. Comunque la si giri, è tragedia più tragedia. Niente da aggiungere, se non questo paio di cose. Il padre, denunciato attraverso la scuola, era stato allontanato, con tanto di braccialetto elettronico. La moglie e madre ieri ha detto che le cose scritte sui giornali “l’hanno portato a questo”. E “non si sapeva ancora se era vero”. Del resto è una notizia, è cronaca. E probabilmente sono stati rispettati i crismi della privacy dei minori, la Carta di Treviso (non siamo stati a controllare). Però, in un posto come Cassino, se il giornale dice che “un tale che fa l’agente carcerario” eccetera, volete che non si capisca? E il caso era grave? Ma valeva per forza la cronaca, il rito immediato? E poi, la professoressa. Ha letto, è una cosa terribile. E’ andata a denunciare. Ma forse, prima, poteva convocare i genitori, e consegnare il foglio: “Vostra figlia ha scritto questo”. Magari sarebbe finita allo stesso modo. Ma che importa ormai, il caso è chiuso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Jean Santilli

    Jean Santilli

    23 Gennaio 2018 - 11:11

    Incesto? Sembra che si eviti la parola a proposito di questi casi. Eppure andrebbe pronunciata, per porsi il problema oltre il caso individuale. C’è un rapporto tra incesto e femminicidio? Sì, perché le due violenze nascono da una forma di “proprietà” che non si osa chiamare “schiavitù”. Tante parole omesse sono il segno che il problema è vivo, e brucia. Per trovare una cura ad una malattia sociale, bisogna conoscere il virus e il modo in cui si mantiene vivo. Lo spiega un saggio, divertente malgrado il tema: “Nostra Signora Dea & Il Femminicidio degli Eroi” si può leggere e scaricare gratuitamente da un sito accademico di San Francisco.

    Report

    Rispondi

  • manfiocamp

    23 Gennaio 2018 - 11:11

    Una domanda semplice. Un insegnante ha il diritto di dare un titolo come quello? "Racconta alla mamma una cosa che non hai mai voluto dirle?"A me un titolo simile non sembra assolutamente normale! La scuola ha il diritto d'entrare nel personale dei propri alunni? E' anche vero che nella scuola molte nsegnanti si comportano più da mamme(applicando le loro teorie educative,spesso errate e non concordate con la famiglia) che da docenti!.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    23 Gennaio 2018 - 09:09

    E ora attenzione alla ragazzina che sarà comunque, sia che abbia inventato tutto o che abbia illustrato nel tema la verità, lacerata dai sensi di colpa e potrebbe incanalarsi lungo un percorso autodistruttivo. Mi è capitato per puro caso di osservare anni fa un caso assai simile, persino l'età combacia, e la ragazzina di cui parlo, allora quattordicenne ha imboccato un percorso che negli anni l'ha portata all'uso di droghe di tutti i tipi, alla prostituzione e a frequentazioni assai pericolose per la sua stessa vita. La madre ha cercato di aiutarla in tutti i modi ma... niente

    Report

    Rispondi

  • carlo schieppati

    23 Gennaio 2018 - 00:12

    Magari potevano prima sentire le assistenti sociali, le psicologhe e gli inquirenti di Finale Emilia.

    Report

    Rispondi

Servizi