Il subdolo attacco alla democrazia lo fanno già i partiti

Maurizio Crippa

Tutti questi petardi di distrazione di massa non viaggiano in modo clandestino. Vanno in chiaro, nei programmi ufficiali e nei comizi

Metto le mani avanti: non ho la più pallida idea di chi votare. E, messi come siamo messi, sarei quasi contento di farmi influenzare. Ma da chiunque. E sulla qualunque. Ora però arriva un rapporto dei democratici americani (commissione Esteri del Senato Usa) che ci avverte sul rischio di interferenze russe nelle elezioni italiane. Non faccio la verginella, c’è Putin e tutto quanto, e poi i dem americani parlano proprio dei Cinque stelle, niente da dire. Ci aveva già pensato Biden, ad avvertirci dell’assalto di Putin alla nostra democrazia, ma l’avevano perculato un po’ tutti, il caro vecchio Joe. Però da allora le cose sono andate avanti, o forse a rotoli, e ci riprova addirittura il Senato. Bene. Però, si vota il 4 marzo, da quando Mattarella ha sciolto le Camere abbiamo già sentito: l’abolizione dei vaccini; della Fornero; delle tasse universitarie; il reddito di cittadinanza mejo che lo stipendio di Leo Messi; l’abolizione del canone Rai. E non tutte, queste fake, sono farina del mulino Rousseau. Ma soprattutto, c’è questo: che tutti questi petardi di distrazione di massa, atti a influenzare nel segreto dell’urna tanto il popolo bue quanto qualche editorialista da giornalone, non viaggiano in modo clandestino, sui social e sui falsi blog, dietro lauti e sordidi (va da sé) compensi. Vanno in chiaro, come dicono alla tv, vanno pure da Vespa, vanno nei programmi ufficiali e nei comizi. I Dem americani sono preoccupati, e forse anche un po’ per i cuginetti Dem italiani. Ma “l’assalto asimmetrico” alla democrazia mi sembra non abbia bisogno d’altro, in Italia. Ci sono già i partiti. Tutti.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"