Il compagno De Laurentis e il cinepanettone di Piketty

Maurizio Crippa
Noi cinefili d’essai e pure da multisala li abbiamo sempre adorati, i produttori. Perché senza industria non c’è arte, senza la pecunia muore l’estetica. Sempre amati, i produttori.
Noi cinefili d’essai e pure da multisala li abbiamo sempre adorati, i produttori. Perché senza industria non c’è arte, senza la pecunia muore l’estetica. Sempre amati, i produttori. Quelli che dicevano “i critici hanno stroncato il film, andrò in banca piangendo a consegnare l’incasso”, quelli che facevano i provini alle aspiranti direttamente sul divano, “le donne non sanno di essere sedute sulla loro fortuna”. Poi a Fuoricinema, ultima trovata della Swinging Milano (che dopo i libri vorrebbe papparsi anche il Torino Film Festival) arriva Aurelio De Laurentiis, l’uomo da 34 milioni di cinepanettoni. E ti aspetteresti il monumento a Boldi & De Sica in nome del box office e contro la decrescita infelice. Invece, sembrava la Camusso: “Con i film di Natale sono stato bastonato, ma non avete capito che con quei film bastonavo l’Italia edonista del craxismo e del berlusconismo”. Apperò. “La gente va a vederli e pensa che nel mirino ci sia il vicino di posto, senza rendersi conto che il film parla di lui”. Perbacco, era critica sociale. E tutti quei fessi intellò di sinistra, che classificavano malmostosi la scorreggia qualunquista e la mancanza di dialoghi un insulto alla Costituzione? Vuoi vedere che Higuain quest’estate l’ha venduto per puro benecomunismo? E la prossima sceneggiatura, gliela scrive Piketty?
Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"