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1940-2026

I “Chuck Norris Facts” pare non gli piacessero, ma la sua carriera è stata un successo

Mariarosa Mancuso

“Chuck Norris può dividere lo zero”, “I fermenti nello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti”. L'attore detestava questi giochini, ma neanche un Texas Ranger può fermare le battute che ancora si rincorrono

"Chuck Norris non è morto. E’ passato al livello superiore del gioco”. Le innumerevoli pagine su internet dedicate ai “Chuck Norris Facts” daranno così la notizia. Sappiamo infatti già che “quando gli hanno sparato, il proiettile è stato trovato in condizioni molto critiche”. Oltre a molte altre verità. “Una volta un cobra ha morso Chuck Norris alla gamba. Dopo 5 giorni di agonia, il cobra è morto”. Ci sono i nonsense: “Quando Chuck Norris parla a vanvera, vanvera risponde”. La matematica: “Chuck Norris può dividere lo zero”. E c’è la mia preferita: “I fermenti nello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti”.

 

Chuck Norris detestava il giochino, ma non sono cose che si possono fermare con le arti marziali. Era cintura nera in svariate discipline, dal karate al taekwondo al tangsudo – tra le altre, non sapevamo che fossero tante. Neanche ricordavamo che avesse rifiutato il ruolo accanto a Sharon Stone in “Basic Instict” (chissà che battute, se l’avesse fatto: un mondo alternativo pronto per un romanziere). Neanche un Texas Ranger può fermare le battute che ancora si rincorrono, perfino Chuck Norris ne ha raccontata una nel film “I mercenari 2” – c’era anche Arnold Schwarzenegger, e la sceneggiatura era firmata Sylvester Stallone. Il ruolo nella serie Cbs “Walker Texas Ranger”, ideata da Chuck Norris con Paul Haggis (futuro Oscar per “Crash. Contatto fisico” e a lungo in Scientology) gli aveva dato la celebrità anche tra gli spettatori che mai avrebbero comprato un biglietto per un film di arti marziali. Qui vengono usate contro i cattivi, con il motto “un uomo che sbaglia non può mai avere la meglio su un uomo che è nel giusto”. La serie andò in onda dal 1996 al 2003, Chuck Norris canta anche la sigla (non è un Chuck Norris Fact, questo dettaglio è proprio vero).

 

Era mezzo cherokee e mezzo irlandese. Dopo aver molto combattuto, e recitato in “Quella sporca dozzina” – una sorta di reality durante la Seconda guerra mondiale: dodici militari potranno aver salva la vita una volta portata a termine un pericolosa missione - si è dedicato alla “forza interiore”, e a come coltivarla. Nel 1972, arriva il film che anche i non appassionati ricordano: “L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente”. Bruce Lee in braghe blu, Chuck Norris in braghe bianche e petto villoso combattono al Colosseo. Via le giacche, fanno scrocchiare le dita (poi toccherà alle ossa). Chuck Norris scuote la testa per sistemare i capelli tagliati a paggetto. Un gattino li guarda, e li riguarda. Prima uno, poi l’altro.

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