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l'america con più proteine animali e meno zuccheri aggiunti
Evviva l'unico Kennedy apprezzabile, quello che esalta carne e vino
Il ministro della Salute ha capovolto la piramide nutrizionale così come immaginata fino a ieri da debosciati e anticarnivori. Bisognerebbe importarla in Italia
Ma chi me lo doveva dire che sarei diventato kennediano. Forse per motivi anagrafici, forse per allergia ai libri di Veltroni, la figura di John Fitzgerald Kennedy non mi ha mai trascinato. E le immagini del compleanno del 1962, quelle con Marilyn Monroe, amante sua e del fratello Robert, in “naked dress”, mi sono sempre risultate di una loscaggine insopportabile. Un gentiluomo le tratta un po’ meglio le donne, specie quando così evidentemente deboli.
Per fortuna a riscattare la dinastia arriva oggi Robert Kennedy Jr. In qualità di ministro della Salute (o come si chiama laggiù) dell’Amministrazione Trump, ha capovolto la piramide nutrizionale così come immaginata fino a ieri da debosciati e anticarnivori. Prima in cima alle preferenze c’erano i grassi vegetali, i cereali integrali, i legumi, mentre adesso ci sono carne rossa, formaggio e latte intero. Insomma proteine pregiate, non miserabile soia. Le nuove linee guida sono in certi punti audaci, invitando a usare più burro, e in altri audacissime, spingendo a promuovere il sego di manzo che nemmeno io, cultore del cibo estremo, ho mai utilizzato. Solo perché in Italia è difficile da trovare, ovvio: da noi è già abbastanza complicato reperire lo strutto. Per chi ha scarse esperienze alimentari i grassi animali possono sembrare una bestemmia, per me che di esperienze ne ho da vendere sono un prodigio. Per esempio, sono anni che constato la differenza fra la torta fritta preparata nell’olio, unta e pesante, e la sublime torta fritta preparata nello strutto (innanzitutto quella dell’Antica Trattoria al Duomo di Fidenza, custode della più alta tradizione).
L’enfasi sulla carne rossa naturalmente aiuta il vino, ora in declino, e in particolare il rosso, oggi in crisi nera. “L’alcol è un lubrificante sociale che avvicina le persone”, ha detto un collaboratore di Kennedy durante la presentazione delle nuove linee guida. “Probabilmente non c’è nulla di più salutare che divertirsi con gli amici in modo sicuro”. Sante parole! E sante in senso stretto, visto che Kennedy Jr. è un fervente cattolico e il vino è il sangue di Cristo: chi lo demonizza è un demone. Che poi, a osservarla nei dettagli, non è tutta così controcorrente la piramide kennediana: i cereali integrali continuano ad andare bene e, nonostante gli hamburger salsati di Trump, i cibi ultraprocessati continuano ad andare male. Nella nuova piramide c’è un’idea di occidente, politica, antropologica e perfino letteraria. Non citerò prevedibilmente il rude americano Hemingway ma un francese raffinato, Valery Larbaud: “Mi pare che non ci siano molte cose più gradevoli che vedere una donna graziosa in abito scollato mangiare di buon appetito carni sanguinanti”. Pare anche a me. Carne a parte, nel testo promosso dal più entusiasmante dei Kennedy ho trovato un passaggio assai gustoso: “La nuova Piramide incoraggia a evitare completamente gli zuccheri aggiunti”. Ecco, bisognerebbe importarla in Italia questa cosa. E trarre le dovute conseguenze fiscali: dimezzare le tasse sul vino, raddoppiare quelle sulla Coca-Cola.
cattivi scienziati