il viaggio del pontefice
Il Papa sulle rovine della Chiesa unita riparte dai fondamentali
Fra Nicea e Istanbul, Leone XIV parla di fede, dottrina e prospettiva cristocentrica. Domani si parte per Beirut
Oggi la visita alla Moschea Blu e la firma della Dichiarazione congiunta con il Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli. "I cristiani rischiano di ridurre Gesù Cristo a una sorta di leader carismatico o di superuomo, un travisamento che alla fine porta alla tristezza e alla confusione”, ha detto il Pontefice davanti alle rovine dell'antica basilica di San Neofito
Roma. Il viaggio in Turchia, in fin dei conti, era stato organizzato principalmente per le celebrazioni del 1.700esimo anniversario del primo Concilio di Nicea, quello in cui – tra le altre cose – fu definito e fissato il Credo. Fino all’ultimo Papa Francesco fece il possibile per esserci e solo la morte gliel’ha impedito. Leone XIV ha rimediato, anche se il momento clou appariva un po’ in sordina: il Papa e gli esponenti delle altre confessioni religiose (autoesclusisi gli ortodossi d’obbedienza moscovita) su un piccolo palchetto posto tra il lago e le rovine dell’antica basilica di San Neofito, davanti a un cumulo di pietre. Allo stesso tempo, però, era un’immagine che dava perfetta testimonianza della forza del cristianesimo: il cielo passa, la Parola resta. E così la fede. Anche senza templi maestosi. Proprio qui Leone ha detto che “i cristiani rischiano di ridurre Gesù Cristo a una sorta di leader carismatico o di superuomo, un travisamento che alla fine porta alla tristezza e alla confusione”. Ma, ha proseguito Prevost, “se Dio non si è fatto uomo, come possono i mortali partecipare alla sua vita immortale? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede nel Dio che, in Gesù Cristo, si è fatto come noi per renderci partecipi della natura divina”. Di primo mattino, nella cattedrale dello Spirito santo a Istanbul, il Pontefice aveva incontrato i vescovi, i religiosi e i collaboratori laici: “E’ sempre necessario mediare la fede cristiana nei linguaggi e nelle categorie del contesto in cui viviamo, come fecero i Padri a Nicea e negli altri Concili”, ha detto, prima di ricordare che “il neo dottore della Chiesa, John Henry Newman, insiste sullo sviluppo della dottrina cristiana, perché essa non è un’idea astratta e statica”. Oggi dopo la visita alla Moschea blu e l’incontro privato con i capi delle Chiese e delle comunità cristiane, nel pomeriggio Leone XIV firmerà con Bartolomeo I la Dichiarazione congiunta nella Chiesa patriarcale di San Giorgio. A seguire, la messa. Domenica pomeriggio, la partenza per Beirut.