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La fede dei giovani

Il cammino verso una libertà liberata dal desiderio

Viene spontaneo chiedersi, alla vigilia del Sinodo, se sia ancora pertinente la domanda maledettamente chiara di Jack Kerouac circa il camminare con una meta, soprattutto quella proposta dal cristianesimo

23 Giugno 2018 alle 06:05

La fede dei giovani

Vincent Van Gogh, “Knotwilg”, dipinto ad acquerello (particolare, 1882)

"Andate da qualche parte di preciso, voi ragazzi, o viaggiate senza meta?’. ‘Non capimmo la domanda eppure era una domanda maledettamente chiara'” (J. Kerouac).   Questo passaggio, tratto dal celebre romanzo Sulla strada, può rappresentare una chiave di lettura del rapporto tra i giovani e la Chiesa cattolica almeno nel nostro paese.   Papa Francesco ha indetto per il prossimo ottobre il Sinodo dei vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Ovviamente il Sinodo è un’assemblea...

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  • donatevi@yahoo.it

    donatevi

    01 Luglio 2018 - 08:08

    Solo gli uomini cercano "un senso" alla propria vita ponendosi domande. Penso che cedere alla tentazione di darci unicamente risposte egoistiche e di parte per il nostro tornaconto o per la velleità di "tracciare una via" riveli la nostra finitudine e pochezza consumando ci irrimediabilmente nella solitudine. L'accettazione della nostra fragilità apre invece a nuovi sentieri da percorrere insieme. Siano sinodi di speranza per il bene comune, siano simposi di scambi fra miti e perseveranti. Siamo vasi di creta increduli e abbagliati dalla Grazia di riscoprici figli e fratelli. Il cammino impone delle soste: rinasciamo a noi stessi ogni volta! Afidiamoci alle Parole dei Vangeli troveremo e ritroveremo la pace nell'unica parola che conta: "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi". E gioia sia. (forever young)

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  • carlo schieppati

    24 Giugno 2018 - 14:02

    Il Sinodo dei vescovi sui giovani farebbe bene a porre come epigrafe un brano del profeta Amos, richiamato da Giussani in TRACCE DI ESPERIENZA CRISTIANA circa 60 anni fa: "Ecco, stanno per venire giorni nei quali Io manderò la mia fame e la mia sete sulla terra; non una fame di pane e non una sete d'acqua ma fame e sete di udire la parola di Dio. Ed essi andranno errando da un mare all'altro, da oriente a settentrione in cerca della parola di Dio e non la troveranno. In quei giorni saranno sfiniti per la fame e per la sete i giovani e le fanciulle". Ditemi voi se non è la descrizione del mondo di adesso. L'importante è che non intendano "la Parola" (non solo) come la lettura del vangelo o peggio di qualche relazione sociologica o moralistica.

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  • luigi.desa

    24 Giugno 2018 - 12:12

    Lessi emozionato Sulla strada appena fu tradotto e ne fui impressionato ma non so perchè lo ho subito dimenticato come un pensiero molesto eppure di libri ormai destinati all'eternità ne ho letti assai.

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  • Beresina

    Beresina

    24 Giugno 2018 - 10:10

    Mons. Scola è perfetta espressione dei "pastori" moderni che dimenticano l'elemento centrale del messaggio di Cristo: la salvezza. Non a caso un gesuita celebrato in Francia in un suo celebre libro confessa candidamente di non avere mai capito che cosa significhi che Gesù Cristo è venuto a salvarci... Ma tornare a parlare di salvezza, che è l'unico vero significato del cammino della vita (ma lasciamo perdere Kerouac e questi sopravvalutati falsi profeti!) significa abbandonare il "politicamente corretto" di una falsa teologia modernista che da troppo tempo infesta la Chiesa.

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