Il cardinale Hummes: "I dubbi su Amoris laetitia? Quei cardinali sono quattro. Noi siamo duecento"

Matteo Matzuzzi

L'ex prefetto della congregazione per il Clero risponde a Burke, Brandmüller, Caffarra e Meisner: "Il Papa è sereno e va avanti per la sua strada"

Roma. Dopo la presa di posizione del decano della Rota Romana, mons. Pio Vito Pinto, secondo cui il Papa potrebbe privare della berretta cardinalizia i cardinali Raymond Leo Burke, Walter Brandmüller, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, rei di avere inoltrato al Papa (e poi di aver pubblicato) una Lettera con richieste di chiarimenti circa l'esortazione Amoris laetitia, a parlare è il cardinale Cláudio Hummes: "Sono solo quattro cardinali, nella chiesa di cardinali ce ne sono più di ducento", ha spiegato il porporato brasiliano in un'intervista rilasciata a Religión Digital.

 

Hummes è un cardinale di rango: già arcivescovo di San Paolo e prefetto della congregazione per il Clero, è stato colui che ha suggerito a Jorge Mario Bergoglio di assumere come nome pontificale "Francesco". Molto attivo in Brasile, nonostante abbia superato gli ottant'anni, Hummes è considerato tra i più cardinali più vicini al Pontefice. Durissime le sue parole contro i quattro confratelli: "La Chiesa difende la sua unità come unità di pluralità. Questa pluralità è delegittimata se l'unità è minacciata con degli scismi. Queste divisioni sono il male reale, non la pluralità". L'intero Collegio cardinalizio, ha aggiunto, "è con Francesco".

 

Certo, ha aggiunto Hummes, "il Papa può essere preoccupato per le ragioni che portano quattro persone fino al punto di volerlo correggere, ma è molto tranquillo, sereno e va avanti. Lui sa che è la strada giusta che si deve seguire".

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.