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Una cosa che ci ha insegnato Steve Jobs

Che cosa scriveranno i giornali in edicola domani?

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6 Ottobre 2011 alle 17:11

C'è una cosa che è cambiata negli ultimi anni nel modo di fare informazione, e il cui merito è da ascrivere soprattutto a Steve Jobs. I giornali di carta sono sempre più vecchi. Puzzano di giorno dopo. Con i computer portatili, ma soprattutto con smartphone (e se si dice smartphone, mi spiace per gli altri, vuol dire iPhone) e tablet (e se si dice tablet, mi spiace per gli altri, vuol dire iPad) ci si immerge nelle notizie immediatamente, le si può far circolare (anche fino alla nausea).

Questa mattina presto anche chi non conosceva il fondatore della Apple poteva prima di colazione sapere tutto su di lui semplicemente sfogliando Twitter, Facebook, blog e giornali on line. Qualcuno giustamente si chiede cosa scriveranno domani i giornali in edicola. Soprattutto cose già lette, viste, sentite (quanti milioni di clic ha fatto oggi il famoso discorso all'Università di Stanford?). E se anche saranno originali arriveranno comunque dopo un'overdose di Apple, Jobs, stay-hungry-stay-foolish e via così, per cui difficilmente leggeremo ancora in modo approfondito. Sì, qualcuno dice che, essendo su carta, si possono conservare, tenere da parte. Vero, ma a parte il fatto che si possono salvare anche link e pagine web sul proprio computer, è un'operazione che somiglia sempre più a quella di chi colleziona vecchi dischi e francobolli. Molto bello, romantico, ma fa nostalgia, non futuro. Piaccia o no, questa è una delle grandi rivoluzioni del presente. E il fatto che sia una rivoluzione sempre più alla portata di tutti è merito di Steve Jobs.

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