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I sostenitori della Raggi negano la libertà d'opinione agli oppositori

Era prevedibile che la vittoria romana e torinese del M5s avrebbe consentito un giudizio più empirico e meno ideologico sul movimento di Grillo e Casaleggio. Un giudizio che non si può certo fondare sui primi risultati dei nuovi sindaci.

17 Agosto 2016 alle 06:17

I sostenitori della Raggi negano la libertà d'opinione agli oppositori
Era prevedibile che la vittoria romana e torinese del M5s avrebbe consentito un giudizio più empirico e meno ideologico sul movimento di Grillo e Casaleggio. Un giudizio che non si può certo fondare sui primi risultati dei nuovi sindaci. Soprattutto a Roma l’eredità di almeno due, forse tre, precedenti gestioni rende sostanzialmente iniqua ogni critica che segnala la mancanza di incisive inversioni di rotta già verificabili dai cittadini. Giusto concedere tempo. Doveroso però, per una opposizione degna del suo ruolo in un sistema democratico, fare le tutte le critiche che ritiene opportune, siano esse fondate o meno. E qui sta il problema. L’atteggiamento dei dirigenti e dei sostenitori del sindaco Raggi, che si esprimono nella rete, nega questa diritto. “Avete perso e ora dovete stare zitti” questa in sostanza è la risposta agli oppositori. Qualcosa che mai nessuno aveva detto, esercitando funzioni di governo, dalla nascita della Repubblica fino a oggi. E su questo atteggiamento, più che sui risultati che nessuno chiede da un giorno all’altro, un giudizio si può fondare. E’ da sperare che i molti elettori di sinistra che hanno votato Raggi comincino a rendersi conto di aver affidato Roma a una che sembra la caricatura della caricatura della ragazzina di CasaPound quando dice: “E allora le foibe?!”.

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