Il Vaticano si fa sentire sul biotestamento

Il cardinale Parolin in difesa degli ospedali cattolici: "Prevedere un'obiezione di coscienza è legittimo"

20 Dicembre 2017 alle 14:36

Il Vaticano (finalmente) si fa sentire sul biotestamento

Il cardinale segretario di stato, Pietro Parolin (LaPresse)

Prevedere un'obiezione di coscienza nell'applicazione della legge sul fine vita è un'opzione che manca nel testo del provvedimento da poco approvato in via definitiva dal Senato. Lo ha detto oggi ai microfoni di Tv200 il Segretario di stato vaticano Pietro Parolin, sollecitato dalla domanda di un giornalista sulla possibilità preannunciata da alcuni ospedali cattolici di esercitare l'obiezione di coscienza. Il cardinale ha commentato: “Uno dei punti carenti di questa legge, senza dare un giudizio globale, è quello di non prevedere per le persone, i medici, gli operatori sanitari e le istituzioni cattoliche la possibilità di fare l’obiezione di coscienza. Mi pare normale che ci sia anche questa posizione”.

  

  

Arriva così la prima ufficiale dichiarazione della Santa Sede dopo l'approvazione della legge. Nel mese di novembre il Papa aveva commentato "la tentazione di insistere con trattamenti medici", provocando la reazione della stampa che nelle sue parole ha letto erroneamente un'apertura all'eutanasia. Pochi giorni fa anche i vescovi italiani hanno promesso una dura battaglia, che verrà organizzata nel prossimo consiglio permanente della Cei in programma a gennaio. Una battaglia che però, a giochi ormai fatti, non sembra poter garantire grandi successi. 

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    20 Dicembre 2017 - 19:07

    Ennesimo esempio di incapacità delle guida della chiesa cattolica (italiana?). Si sono inventati uno scambio che era solo nella loro testa tra biotestamento e ius soli, e ora si beccheranno anche l'eutanasia.

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  • Bacos50

    20 Dicembre 2017 - 15:03

    In difesa degli ospedali cattolici? A moltissimi interessa invece che si rispetti la volontà del singolo. Se la struttura pretende il convenzionamento, pagato fior di quattrini, deve sottostare ai vincoli posti dallo Stato, che rappresenta tutti e non solo i cattolici. Se Dj Fabo, uomo di quarant’anni, completamente paralizzato e cieco da tre anni non fosse andato in Svizzera, avrebbe vissuto decenni in quella condizione inumana. La posizione della Chiesa e di quanti, quella posizione appoggiano, riscontra alla base una sostanziale svalutazione dell'uomo incapace, a parer loro, di pervenire da sé alla verità e quindi bisognoso di un indottrinamento e di "tutori”. Questo è l’errore del metodo catechetico proprio di chi, convinto di possedere la verità – vien da ridere – , ritiene che il suo compito sia quello di trasmetterla con metodi più o meno intolleranti a seconda delle epoche storiche. Oggi tutto ciò è intollerabile: la conseguenza è sempre un maggior disinteresse verso la Chiesa

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