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Bandiera Bianca

Se volete la pace, non leggete Kant

Antonio Gurrado

Per il filosofo, “in una costituzione in cui il suddito non sia cittadino, fare la guerra è la cosa più facile del mondo, perché il capo non è membro dello stato, bensì il suo proprietario, e con la guerra non dovrà rinunciare a nulla”. Tradotto: per avere la pace bisogna liberare Teheran

Se volete la pace, non leggete Kant. Ogni volta che un nuovo conflitto torna a tormentarci, una cospicua parte dell’opinionismo colto rispolvera immancabilmente “Per la pace perpetua”, uno di quei libri che, come “La banalità del male” o “Alla ricerca del tempo perduto”, vengono citati per far bella figura sfoggiando solo il titolo. Se invece si legge il resto, si scopre che per Kant le cose non stavano proprio come si presume. Nel primo articolo della seconda sezione di “Per la pace perpetua”, Kant sfodera come presupposto per la pace il fatto che tutti gli stati debbano essere repubblicani o, meglio, che tutti gli stati debbano essere fondati sui principii di libertà, dipendenza dalla stessa legge ed eguaglianza; è ciò che chiameremmo oggi “stato democratico”. Se non rispetta questi principii, spiega, uno stato entra necessariamente in guerra con gli altri e impedisce il conseguimento della pace universale.

I cittadini dell’Iran sono liberi? Decisamente no, visto che sono sottoposti a un’odiosa dittatura islamista. I cittadini dell’Iran dipendono tutti dalla stessa legge? Evidentemente no, visto che i diritti variano in base al genere, all’orientamento sessuale, alla fede e al ruolo dei singoli cittadini. I cittadini dell’Iran sono uguali? Sicuramente no, visto che chi è vicino al regime schiaccia chi si oppone. E infatti, scrive Kant, “in una costituzione in cui il suddito non sia cittadino, fare la guerra è la cosa più facile del mondo, perché il capo non è membro dello stato, bensì il suo proprietario, e con la guerra non dovrà rinunciare a nulla”: ecco Khamenei fatto e finito. Se leggete Kant, non fermatevi al titolo. Scoprirete che per ottenere la pace bisogna liberare Teheran, non rifugiarsi a Königsberg.

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