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Bandiera Bianca
Appunti per essere un buon telecronista sportivo
Quando succede qualcosa di significativo, anziché metterci a strillare, prendiamone atto, commentiamolo a mezza bocca, sminuiamolo con qualche frase di circostanza e pensiamo ad altro. Un consiglio per non saccheggiare il vocabolario e ritrovarci senza parole
Parliamo di calcio, che è il miglior modo di parlare d’altro. Nel momento culminante del finale travolgente della goleada del Bayern Monaco sul campo dell’Atalanta, il telecronista di Sky ha allargato le braccia e ha commentato la quarta rete dei tedeschi con un mesto: “Eh, io ho saccheggiato il vocabolario”. Avendo elogiato la spettacolarità della prima rete e dovendo garantire un crescendo man mano che le segnature si accumulavano, alla quarta reiterazione non sapeva più su quali vette arrampicarsi e mal gliene è incorso, mi spiace per lui, in una partita finita 1-6. Quest’ammissione di non saper più cosa dire non va a detrimento della qualità dei telecronisti della rete, che credo primeggino per varietà e pirotecnia lessicale; è piuttosto un segnale del nostro rapporto ormai boccheggiante con l’intrattenimento, stretto fra l’esigenza di stupirci progressivamente e il dilagare di eventi atti a causare la nostra meraviglia. Non reggiamo a quest’intensità e, dovendo trovare le parole per esprimerci, a un certo punto non ci basta più l’intero vocabolario – dopo averlo, ha detto bene il cronista, saccheggiato come unni, strappandogli parole a casaccio per significare emozioni sempre più apicali e vorticose.
In un classico raccontino umoristico, Achille Campanile raccomandava di non elogiare mai il primo quadro di una mostra d’arte: se iniziamo dicendo che è stupendo, sarà necessario scovare sinonimi sempre più esagerati per le opere successive, fino a ritrovarci senza parole nell’ultima sala e dover ricorrere a manifestazioni selvagge del nostro entusiasmo, come lo svenire o il denudarci. Facciamo così anche col calcio: quando succede qualcosa di significativo, anziché metterci a strillare, prendiamone atto, commentiamolo a mezza bocca, sminuiamolo con qualche frase di circostanza e pensiamo ad altro. Vedrete che funzionerà anche con tutto il resto.
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