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Bandiera Bianca

L'odio verso i Tramlink dopo l'incidente di Milano

Antonio Gurrado

Dopo la tragedia di viale Vittorio Veneto, tre comitati (di cui uno nato da attivisti No Green Pass) vogliono che venga sospesa la circolazione di questi mezzi. Anche se sono più moderni. accessibili, confortevoli e persino giusti dei modelli precedenti

Bisogna intendersi, quando si dice che i cittadini di Milano vogliono che venga sospesa la circolazione dei modelli Tramlink dopo l’incidente di venerdì. Leggo che a richiederlo sono dei comitati che rispondono a tre sigle: La 73 non si tocca, AspettaMi-milanesi in attesa del bus, e MPL-Movimento per le libertà. Il primo, nonostante la dicitura curiosamente specifica, è un comitato ostile al depotenziamento dei mezzi di superficie; il secondo si concentra invece sui tempi lunghi (lunghi per gli standard milanesi, eh) di attesa alle pensiline; il terzo, cito, “nasce dall’ispirazione di due dei tantissimi attivisti No Green Pass (…) a difesa delle libertà dei cittadini e contro ogni sorta di ingiustizia”. Vasto programma. Non so se questi comitati costituiscano la maggioranza dei milanesi, non credo; so però che la loro stessa richiesta va contro gli interessi che dovrebbero difendere.

Senza voler sminuire la tragedia di viale Vittorio Veneto, in città i Tramlink circolano e funzionano da un anno. Sono più moderni, più confortevoli e più accessibili dei modelli precedenti, pur ancora in onoratissimo servizio; sono bidirezionali, perciò riducono i tempi di manovra, oltre che più capienti e più sostenibili. In sostanza, i Tramlink costituiscono un potenziamento dei mezzi di superficie, possono decurtare i tempi di attesa e, se proprio si vuole azzardare l’esame etico di un tramvai, sono più giusti, in quanto hanno un minore impatto ambientale e una maggiore capacità di sorvegliare i malintenzionati con un sistema di videocamere. Non mi è chiaro pertanto per quale ragione questi comitati auspichino il ritorno a mezzi meno funzionali; a meno che, fra le libertà che intendono difendere, non spicchi quella di rassegnarsi ad andare a piedi per far prima.

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